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è esaurito. Quello che quindi oggi si '*
chiede alla terapia cellulare è ancora
più ambizioso: determinare reverse
remodelling e migliorare la funzione
cardiaca “ricostruendo tessuto”. La
diffusa prevalenza della patologia on-
cologica espone anche il Cardiologo
Clinico davanti alla necessità di classi-
ficarne le presentazioni e di gestire il
numero sempre crescente di pazienti
a
a
sottoposi a trattamento antitumora-
le. Tra i nuovi supporti terapeutici
troviamo gli anticorpi monoclonali
(trastuzumab, cetuximab), inibito-
ri dei fattori di crescita tumorale,
inibitori della tirosin - kinasi (lapati-
nib, gefitinib, erlotinib,…), inibitori
della neoangiogenesi. In particolare
il trastuzumab ha dimostrato effetti
Figura 1 cardiotossici più tardivi, più reversibili
e non dose - dipendenti rispetto alle
antracicline.
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In tema di Scompenso in fase Acuta
non si può prescindere dalla consi-
derazione che i trattamenti corrente-
mente in uso (diuretici, vasodilatatori,
inotropi) non sono generalmente
capaci di prevenire il progressivo
deterioramento a cui i pazienti vanno
incontro nel tempo, nè di ridurre le
re - ospedalizzazioni e la mortalità a
distanza. L’innovatività delle Linee
Guida della ESC 2008 per quanto
riguarda l’inquadramento diagnostico
e la stratificazione dello Scompenso
Cardiaco non è stata altrettanto evi-
dente in ambito farmacologico. Negli
ultimi anni infatti abbiamo assistito
r
all’introduzione di pochi nuovi far-
r
maci, fra cui la nesiritide ed il levosi-
Figura 2 mendan. Pur con grandi potenzialità

