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MINIMASTER. LE APPROPRIATE STRATEGIE DI TRATTAMENTO

          NEI PAZIENTI CON SCOMPENSO CARDIACO AVANZATO


                                            Coordinatori: G. Cacciatore, F. Clemenza
                                            Faculty: O. Alfieri, A. Auricchio, A. Di Learda, F. Oliva, M. Porcu,
                                            A. Schieppati, G. Sinagra, P.L.Temporelli



                                            Lo studio TEMISTOCLE (vedi figura), già presentato nel 2001, ha fotografato
                                            l’epidemiologia dei ricoveri ospedalieri per scompenso cardiaco (SC) in Italia.
                                            Gli obiettivi dello studio erano di identificare le differenze tra i pazienti ricove-
                                            rati per SC in Cardiologia e Medicina in termini di caratteristiche cliniche, uti-
                                            lizzo di risorse, trattamento e prognosi in una larga popolazione rappresentati-
                                            va dello scenario clinico reale. Questo studio prospettico è stato condotto su
                                            2.127 pazienti consecutivi con SC acuto ricoverati nel corso di dieci giorni d’os-
                                            servazione (tra il 14 ed il 25 febbraio 2000) in 417 strutture italiane, 167 car-
                                            diologie o 250 reparti internistici.
                                            I pazienti arruolati nelle cardiologie, rispetto a quelli trattati dagli internisti, era-
                                            no più giovani (56.3% >70 anni vs 76.2%, p < 0.0001), lamentavano sintomi
                                            più severi (NYHA IV 35% vs 28.9%, p=0.0009), erano sottoposti più frequente-
                                            mente alla valutazione ecocardiografica della funzione ventricolare sinistra
                                            (89.3% vs 54.8%, p < 0.0001) e ad altre valutazioni strumentali come la coro-
                                            narografia (7.5% vs 0.9%, p < 0.0001) e la ricerca di ischemia con test da sfor-
                                            zo (8.5% vs 1.4%, p < 0.0001).
                                            Inoltre, mentre per pazienti dimessi dalle cardiologie  era più frequente la pre-
                                            scrizione di beta-bloccanti, l’indicazione al trattamento con ACE-inibitori ed ini-
                                            bitori dell’Angiotensina II (78.7% vs 81.5%, p=NS) non era significativamente
                                            diversa. Tuttavia, malgrado una degenza media piuttosto lunga (circa 11-12
                                            giorni), la frequenza delle valutazioni strumentali (ad eccezione dell’eco), così
                                                                                    come la frequenza dei pazienti
                                                                                    trattati con beta-bloccanti
                                                                                    (17.8% vs 8.7%, p < 0.0001), è
                                                                                    stata piuttosto bassa. La morta-
                                                                                    lità intraospedaliera (5.2% vs
                                                                                    5.9%, p=NS) è stata simile nei
                                                                                    due gruppi. Dopo 6 mesi di fol-
                                                                                    low-up, la mortalità (13.9% vs
                                                                                    16.7%, p=NS) e la frequenza di
                                                                                    riammissioni ospedaliere (43.7%
                                                                                    vs 45.4%, p=NS) erano simili.
                                                                                    Lo scompenso cardiaco avanza-
                                                                                    to è risultato avere una preva-
                                                                                    lenza del 4-5% dei casi totali di
                                                                                    SC, un’incidenza del 0.2/1000
                                                                                    (1.5/1000 in età 70-80 aa) con
                                                                                    una maggiore prevalenza nel
                                                                                    sesso maschile rispetto al fem-
                                                                                    minile (3:1).



                  CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI  45
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