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Martedì 3 giugno
LE INIZIATIVE DELL’ANMCO
Secondo i dati dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare italiano, la
prevalenza complessiva di ipertensione arteriosa (IA) negli uomini è del 33% e
del 30% nelle donne. Le percentuali di soggetti efficacemente trattati sono inac-
cettabili: solo il 43% dei soggetti ha valori inferiori a 160/90 mmHg, valori pres-
sori oltretutto molto generosi secondo le correnti Linee Guida.
Lo studio PRATIK è un registro francese che ha coinvolto circa 3.000 medici di
base ed ha incluso circa 15.000 pazienti ipertesi, suddivisi in 3 gruppi in base
alla distribuzione dei fattori di rischio cardiovascolare. La percentuale di sog-
getti trattati efficacemente era minore nel gruppo ad alto rischio, in cui non era
in uso la terapia antipertensiva d’associazione.
Ciò può essere dovuto al fatto che questi sono pazienti più difficili da trattare
o che sviluppano una resistenza alla terapia. È da notare che i medici non sono
sufficientemente aggressivi nella prescrizione dei farmaci (soprattutto nelle te-
rapie d’associazione). Vi è quindi un potenziale miglioramento ancora da rag-
giungere modificando la cultura e di conseguenza la pratica clinica reale.
Finora gli sforzi maggiori delle comunità scientifiche si sono concentrati sulla
ricerca di nuovi trattamenti per lo SC già manifesto ma poco si è fatto per pre-
venirlo, soprattutto nei soggetti ad alto rischio.
I modelli d’integrazione organizzativa proposti dall’ANMCO partono dalla con-
siderazione che in Italia esistono 724 ospedali dotati di degenza cardiologica (di
cui il 51% dotati d’UTIC). Esistono inoltre ambulatori dedicati all’ipertensione
nel 37% delle strutture ospedaliere e nel 50% delle universitarie; ambulatori di
cardiologia preventiva nel 10% delle strutture ospedaliere e nel 22% delle uni-
versitarie.
I possibili modelli operativi di prevenzione proposti dall’ANMCO sono: uno più
complesso, di unità di epidemiologia e cardiologia preventiva; l’altro è basato
sulla realizzazione di strutture più semplici e di minor costo (ambulatori car-
diologici per la prevenzione cardiovascolare). Qualunque sia il tipo di struttura
che si occuperà di questi problemi avrà una connessione telematica (già esiste
un software prevenzione che è in fase di distribuzione).
I requisiti che deve avere un ambulatorio cardiologico per l’ipertensione arte-
riosa sono:
1) possibilità di soddisfare l’utenza (risorse umane e materiali sufficienti per
l’ampia richiesta);
2) strumentazione idonea:
- autonoma (sfigmo, bracciali, ecg, eco)
- in consulenza: esami di laboratorio di routine e specifici, eco renale e sur-
renale, TC, angiografia;
3) orientamento al rischio cardiovascolare totale (grande importanza alla dia-
gnosi ed al trattamento degli altri fattori di rischio come dislipidemia e fu-
mo);
4) orientamento epidemiologico (follow-up): archivio pazienti, periodiche visi-
te di controllo, rilevamento eventi cardiovascolari, ricerca clinica.
Oltre agli aspetti organizzativi, l’ANMCO ha proposto un progetto di ricerca: il
CHF-Prevenzione. Esso parte da 3 priorità clinico-epidemiologiche: 1- l’identifi-
cazione precoce dei pazienti ipertesi a rischio di SC; 2- il riconoscimento della
disfunzione contrattile ventricolare sinistra in fase a/paucisintomatica; 3- il trat-
LUGLIO/OTTOBRE 2003 - N. 134/135 40

