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Mercoledì 4 giugno


                                            Ha un’attesa di vita simile a quella di altre malattie “maligne” (mortalità ad 1
                                            anno pari al 35%; morte + ospedalizzazione: 81%; a 5 anni: mortalità 69%). I
                                            pazienti con SC cosiddetto refrattario hanno invece una mortalità più elevata,
                                            sebbene minore rispetto a neoplasie gravi e AIDS (a 1 anno: mortalità 50-75%;
                                            a 2 anni: > 90%). Sono questi, i pazienti spesso non dimissibili o con necessità
                                            di supporto inotropo domiciliare e che presuppongono costi elevatissimi a ca-
                                            rico del SSN.
                                            I criteri diagnostici maggiori di SC avanzato sono una FE < 30% ed una valu-
                                            tazione della classe funzionale NYHA III e IV o peak VO2 < 14 ml/kg/min. Cri-
                                            teri minori sono invece i seguenti:
                                            1) terapia standard da 3 mesi
                                            2) norepinefrina plasmatica > 900 pg/ml
                                            3) ipertensione polmonare (Vmax > 2.5 m/sec)
                                            4) iponatriemia (Na < 130 mmol/L)
                                            Questi pazienti sono soggetti a frequenti ospedalizzazioni per SC o non posso-
                                            no essere dimessi con sicurezza; sono in attesa di trapianto cardiaco; hanno bi-
                                            sogno di continui supporti e.v. per migliorare i sintomi o hanno necessità di me-
                                            chanical assist device.
                                            I goal emodinamici auspicabili in questi pazienti sono: una PCWP < 15 mmHg;
                                                                       -5
                                            delle SVR < 1.200 dynes.sec.cm ; il raggiungimento di una RAP < 8 mmHg e
                                            di una pressione sistolica > 80 mmHg.
                                            Il raggiungimento di questi obiettivi, con terapia tailored, per la cui guida sem-
                                            pre più importanza assume un monitoraggio non invasivo, identifica un grup-
                                            po addirittura a prognosi migliore, in cui l’indicazione al trapianto può essere
                                            rinviata o annullata.
                                            I presidi farmacologici attualmente in uso in caso di SC avanzato sono i se-
                                            guenti:
                                            • Morfina
                                            •Diuretici e.v.
                                            •Vasodilatatori:
                                              – Nitrati per os/e.v.
                                              – Nesiritide, che agisce sul recettore per il BNP (vedi VMAC trial)
                                              – Tezosentan (Antagonista del recettore ET)
                                            •Conivaptan (Antagonista del recettore V 1A e V 2 )
                                            • Farmaci inotropi:
                                              – Dobutamina, Inibitori delle fosfodiesterasi
                                              – Levosimendan, sensibilizzante del Ca (come stabilito dal LIDO trial).
                                            Una terapia diuretica “aggressiva” nello scompenso refrattario deve essere pra-
                                            ticata, secondo le Linee Guida ACC/AHA, in pazienti con una malattia struttu-
                                            rale cardiaca avanzata e sintomi di SC a riposo nonostante una terapia massi-
                                            male.
                                            Bisogna però considerare che esiste un adattamento cronico alla terapia diureti-
                                            ca nel paziente con SC avanzato, il cosiddetto Braking Phenomenon che si ma-
                                            nifesta con una progressiva riduzione della risposta natriuretica ad ogni succes-
                                            siva dose; una riduzione del volume circolante effettivo, con un aumento del
                                            riassorbimento prossimale; un aumento del riassorbimento distale dovuto al-
                                            l’aumentata disponibilità di sodio; con adattamenti strutturali e funzionali delle
                                            cellule tubulari (come l’ipertrofia ed iperplasia cellule epiteliali tubulari e la ne-
                                            crosi, apoptosi e fibrosi interstiziale a livello del sito d’azione).
                                            A causa di un’alterata compliance del paziente o per cause iatrogene, si può, col



             LUGLIO/OTTOBRE 2003 - N. 134/135  46
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