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stesso vale anche per altri sintomi. È diverso anche il percorso, caratterizzato da
momenti di riacutizzazione e ripresa. Nella sessione sono emersi i problemi che
gli infermieri incontrano nell’assistenza, e la necessità di una maggiore cultura
delle cure palliative anche in cardiologia.
La competenza degli infermieri nelle cardiologie. Quali competenze debba avere
un infermiere che lavora in cardiologia è una delle domande a cui ha cercato di
rispondere Lucia Sabbadin nella sua relazione alla Convention delle UTIC in co-
mune con i cardiologi. Cosa fanno effettivamente gli infermieri che lavorano in
cardiologia ed unità coronarica, quali pazienti assistono, quali farmaci sommi-
nistrano, quali tecniche eseguono, è una delle domande a cui ha cercato di da-
re risposta uno studio dell’Area Nursing dell’ANMCO con un’indagine pilota
che ha coinvolto un campione di cardiologie ed unità coronariche di 4 regioni.
In effetti quello che viene richiesto agli infermieri varia da sede a sede. È utile
descrivere quali sono le attività frequenti e quali quelle eseguite più raramente
non solo per identificare le attività “core” ma anche per accreditare i corsi di
formazione e di perfezionamento.
I trial clinici e le implicazioni per l’assistenza infermieristica. Cosa significa per
un infermiere partecipare ad un trial clinico e quali sono le opportunità e pro-
blemi è stato l’argomento di una sessione che ha visto confrontarsi 4 punti di
vista sullo stesso tema: i problemi del trasferimento delle conoscenze dalla spe-
rimentazione clinica ai propri pazienti; la partecipazione degli infermieri ad una
sperimentazione clinica e l’interazione con la componente clinica, in un ruolo
di raccolta dati ed informazione al paziente; cosa si può e si deve fare quando
si organizza una sperimentazione clinica in reparto: dalle riunioni informative,
alla valutazione del carico di lavoro, alle modifiche all’organizzazione dell’assi-
stenza.
Ed infine, le sperimentazioni cliniche sui farmaci possono anche essere l’occa-
sione per attivare uno studio e raccogliere risultati complementari a quelli del
trial. L’esempio del GISSI-QDF (valutazione della qualità di vita, funzioni co-
gnitive e stato funzionale nei pazienti del trial GISSI-HF ha fatto vedere nel con-
creto come è possibile rendere complementari la ricerca clinica con quella assi-
stenziale.
Assistenza in DH. In questo ambito viene messa in particolare evidenza il ruo-
lo di grande autonomia organizzativa dell’infermiere responsabile anche in que-
sto caso esponendo vari modelli organizzativi ed esperienziali: in questo conte-
sto grande importanza potrebbero avere le attività mediche delegate.
I MINIMASTER
I Minimaster sono stati caratterizzati da una forte domanda (tanto che si è do-
vuto aumentare, ove possibile data la capienza delle aule previste, il numero dei
partecipanti da accettare) e da una partecipazione attiva, nonostante i parteci-
panti siano stati costretti ad un tour de force, dato che le lezioni si svolgevano
prima dei lavori congressuali o durante gli intervalli.
Minimaster SCA: ha avuto grande successo e si è dovuto estendere le iscrizioni
da 25 a 40 persone; è stata adottata una didattica attiva partendo da un breve
aggiornamento sull’argomento, focalizzandosi su esperienze ritenute di riferi-
mento, e successivamente dando spazio ad un’ampia discussione in cui sono sta-
ti affrontati collegialmente gli aspetti più salienti dell’argomento e soprattutto
focalizzandosi nei vari modi possibili per consentire di adottare, nel proprio
contesto operativo, le esperienze esposte dai relatori.
Minimaster sullo scompenso cardiaco: è il terreno su cui più vaste sono le espe-
LUGLIO/OTTOBRE 2003 - N. 134/135 50

