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Mercoledì 4 giugno
panti un software che consenta di elaborare direttamente i propri DRG (Diagno-
sis Related Groups). Tra i pazienti arruolati, 12.565 sono stati dimessi con dia-
gnosi di scompenso cardiaco (31%), infarto miocardico acuto (43%) ed angina
instabile (26%). Sono stati ottenuti dati osservazionali sulle caratteristiche clini-
che dei pazienti affetti da tali patologie cardiovascolari e sulla prescrizione dei
farmaci più o meno appropriati. È stato possibile, inoltre, monitorare sul campo
il reale percorso diagnostico/terapeutico dei diversi Centri cardiologici italiani
correlandolo ad alcuni indicatori di gravità ed alle tipologie delle strutture par-
tecipanti, suddivise in ospedali con letti di cardiologie (tipo I), con UTIC (tipo
II), con emodinamica (tipo III) e con cardiochirurgia (tipo IV).
PROGETTO REGISTRO SINDROMI CORONARICHE ACUTE
ANMCO-HEART CARE FOUNDATION-ISS
È un registro per lo studio degli outcome delle sindromi coronariche acute
(SCA) con l’obiettivo di definire le caratteristiche demografiche ed i principali
indicatori prognostici delle SCA, col progetto di creare un registro permanente.
Questo studio multicentrico, prospettico, osservazionale della durata di 18 me-
si, prevede la partecipazione di 70 centri di Cardioliologia con posti letto e 45
centri di Medicina Interna.
Saranno inclusi nello studio pazienti consecutivi dimessi (vivi, morti o termi-
nali) con diagnosi di IMA ST-sopra o con nuova insorgenza di BBS e pazienti
con SCA senza sopraslivellamento del tratto ST.
È previsto l’invio dei dati alla dimissione e a 6 mesi con un follow-up che si av-
vale di una visita ambulatoriale.
GOSPEL
Malgrado esistano evidenze sull’efficacia di diverse strategie nella prevenzione
secondaria dell’infarto, il management riabilitativo del post-infarto rimane an-
cora controverso.
Lo scopo del GOSPEL, studio clinico e multicentrico, è di verificare a lungo ter-
mine l’efficacia di 2 diverse strategie di prevenzione secondaria in termini di
morbilità e mortalità. Le 2 strategie sono state confrontate in termini di: modi-
ficazione degli stili di vita, compliance al trattamento, profilo metabolico, pro-
filo pressorio, morbilità/mortalità, costo/efficacia.
A questo studio hanno partecipato 78 servizi di riabilitazione cardiologica che,
al momento hanno randomizzato 3.241 pazienti con IMA recente (entro 3 me-
si dall’insorgenza dei sintomi), escludendo quelli con gravi patologie concomi-
tanti e con età maggiore di 75 anni.
I pazienti sono andati incontro ad un periodo di riabilitazione di 3-6 settimane
e poi randomizzati a 2 strategie:
1- Trattamento intensivo che si avvale di un programma educazionale multifat-
toriale di stile di vita (dieta, esercizio, fumo, gestione dello stress) e tratta-
mento farmacologico ottimizzato per ridurre il rischio.
2- Trattamento “usual care” (gruppo controllo) con indicazioni generali e non
strutturate.
Il follow-up del gruppo “intensivo” si avvale di una valutazione clinica, di un
test ergometrico e di un prelievo ematico a 6, 12 mesi ed ogni anno (sino a 3
anni).
Il gruppo controllo andrà incontro ad un follow-up libero secondo le abitudini
del centro di riabilitazione.
LUGLIO/OTTOBRE 2003 - N. 134/135 44

