Page 49 - CnO_134_135
P. 49

tempo, sviluppare una resistenza ai diuretici, cioè un’impossibilità ad ottenere
                                            un bilancio sodico negativo e ad incrementare la diuresi nonostante elevate do-
                                            si di furosemide o la restrizione adeguata dell’apporto di sodio.
                                            Il trattamento non farmacologico dei pazienti con SC instabile/refrattario si av-
                                            vale di terapie collaterali quali la fisioterapia, l’ossigenazione e la nutrizione e
                                            di provvedimenti maggiori come la contropulsazione aortica/assistenza mecca-
                                            nica, l’assistenza ventilatoria e l’ultrafiltrazione. Quest’ultimo è un provvedi-
                                            mento terapeutico supplementare a disposizione nel paziente con SC severo, che
                                            ha innalzato il limite della refrattarietà, ma a cui sono legati problemi di ordine
                                            tecnico-esecutivo ed economici.
                                            Esso inoltre apporta un miglioramento clinico ed emodinamico (senza sostan-
                                            ziali interferenze su funzione contrattile), una correzione degli squilibri neu-
                                            rormonali, una riattivazione della diuresi e la possibile ripresa dell’efficacia del-
                                            la terapia diuretica.
                                            È stato poi discusso il ruolo dei device di assistenza ventricolare (IVAD). Sono
                                            pompe meccaniche, normalmente composte da pompe, cannule di prelievo ed
                                            immissione, progettate per sostituire la funzione di ventricoli insufficienti e ri-
                                            pristinare una normale emodinamica ed un’adeguata perfusione degli organi
                                            bersaglio.
                                            Tutto ciò fa comprendere come il ruolo di una moderna UTIC in caso di SC
                                            avanzato passa attraverso giuste dotazioni tecniche e professionali.
                                            Sono stati infine proposti modelli gestionali di integrazione tra ospedale e terri-
                                            torio poiché gli Ospedali sono destinati ad occuparsi sempre di più dei pazien-
                                            ti acuti e gli ambulatori specialistici e dello SC cronico non possono farsi cari-
                                            co della gestione di tutti i pazienti con SC. Il miglioramento delle cure passa
                                            quindi attraverso un progetto integrato ospedale-territorio in continuità assi-
                                            stenziale tra le diverse figure coinvolte (team multidisciplinari).
                                            I pazienti più “fragili” necessitano di un programma intensivo di assistenza do-
                                            miciliare multidisciplinare (MMG + infermiere, con la consulenza del cardiolo-
                                            go/internista) eventualmente con l’ausilio della tecnologia telematica.



                  CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI  47
   44   45   46   47   48   49   50   51   52   53   54