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Mercoledì 4 giugno
braio 1998 era già in trattamento con beta-bloccante ed un altro 27% ha inizia-
to il trattamento dopo la visita d’arruolamento. Dopo un anno di follow-up, il
50% dei pazienti con SC era in trattamento beta-bloccante.
Tuttavia, se nella popolazione totale dei pazienti con scompenso cardiaco i be-
ta-bloccanti possono essere utilizzati su larga scala, poche informazioni sono di-
sponibili sul profilo d’applicabilità, sicurezza ed efficacia nei sottogruppi di pa-
zienti sottorappresentati nei grandi trial ma così frequenti nello scenario clini-
co quotidiano.
Gli obiettivi dello studio BRING-UP 2 sono
stati la valutazione dell’applicabilità, della si-
curezza e dell’outcome valutato in termini di
morte e reospedalizzazione, della terapia beta-
bloccante in specifici sottogruppi quali gli an-
ziani e quelli con scompenso cardiaco severo
(FE <0.25 e sintomi a riposo o da minimo
sforzo). Lo studio aveva anche lo scopo di va-
lutare le caratteristiche cliniche ed epidemio-
logiche e l'utilizzo di risorse in questi sotto-
gruppi con SC ad alto rischio di morte e reo-
spedalizzazione con follow-up a 6 e 12 mesi.
Criteri d’esclusione erano la presenza di con-
troindicazioni al trattamento beta-bloccante.
Lo studio, multicentrico e osservazionale, ha
incluso 2.019 pazienti, arruolati in 96 Centri
(1.594 pazienti in 76 Cardiologie e 425 pa-
zienti in 20 Medicine). L'età media è risultata
di 72±10 anni, 34% di sesso femminile, 63% in classe NYHA III-IV.
Tra i 2.019 pazienti totali, 1.518 appartenevano al gruppo dei pazienti anziani
(età >= 70 anni) mentre 709 a quello dei pazienti con SC severo.
Il 40% dei pazienti era già in trattamento con beta-bloccanti, mentre è stato ini-
ziato al momento dell’arruolamento in 574 casi (28.4%).
Al follow-up dopo 6 mesi, la mortalità totale del gruppo anziani era del 7%
(10,4%, 5% e 4,6% rispettivamente tra i pazienti senza beta-bloccante, con be-
ta-bloccante iniziato all’arruolamento e tra quelli già in trattamento con beta-
bloccante). Ad 1 anno la mortalità totale scendeva al 6,7% (7,6%, 6,1% e 6,2%
rispettivamente tra i pazienti senza beta-bloccante, con beta-bloccante iniziato
all’arruolamento e tra quelli già in trattamento con beta-bloccante). Nel gruppo
con SC severo invece la mortalità totale era del 10,9% a 6 mesi e del 6,4% ad 1
anno.
GISSI-HF
Negli ultimi 30 anni, sono stati apportati notevoli progressi nella prevenzione e
nel trattamento delle patologie cardiovascolari, come dimostrato da una marca-
ta riduzione della mortalità per infarto miocardico acuto ed ictus. Nonostante
ciò, l’incidenza e la prevalenza dell’insufficienza cardiaca sono in aumento, so-
prattutto in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione, e la
mortalità e la morbilità rimangono significative (50% a 5 anni). Mentre le tera-
pie mirate specificamente al sistema cardiovascolare sono state ampiamente spe-
rimentate nel trattamento dei pazienti con insufficienza cardiaca, poco si sa sul
ruolo potenziale d’interventi nutrizionali o metabolici.
LUGLIO/OTTOBRE 2003 - N. 134/135 42

