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molano molto meno l’aggregazione piastrinica (circa la metà). In conclusione,
                                            le EBPM hanno un effetto antitrombotico più potente e stabile nel tempo ri-
                                            spetto alla UFH, una maggiore facilità di somministrazione e sono più maneg-
                                            gevoli da assumere. Successivamente sono state considerate le differenze tra le
                                            varie molecole di EBPM, riportando i noti studi che dimostrano la superiorità
                                            dell’Enoxaparina.
                                            Interessanti i dati clinici di confronto tra EBPM e UFH in caso di SCA NSTE
                                            che hanno rilevato una riduzione del rischio relativo (RR) di morte ed infarto
                                            non fatale del 33% nel gruppo di confronto UFH vs placebo, una riduzione del-
                                            l’RR pari al 47% nel confronto EBPM vs placebo ed infine una riduzione del 12%
                                            tra EBPM ed UFH (differenza non significativa).
                                            Altra stimolante tematica affrontata è stata l’opportunità di somministrare Clo-
                                            pidogrel ed aspirina a tutti i pazienti con SCA NSTE. Oltre a spiegare il razio-
                                            nale dell’uso in associazione di Clopidogrel ed ASA, sono stati citati i risultati
                                            dello studio CURE, in cui questo trattamento combinato ha ridotto significati-
                                            vamente, dopo un anno, l’end-point combinato di IMA ed ictus in tutti i pa-
                                            zienti con SCA (sia a basso che ad alto rischio).
                                            In particolare, nel sottogruppo di pazienti sottoposti a PCI (sottostudio PCI CU-
                                            RE) si è registrata una riduzione del 31% degli eventi cardiovascolari ad un an-
                                            no. Alla luce di questi risultati, l’ESC ha inserito il Clopidogrel nelle Linee Gui-
                                            da sul trattamento dei pazienti con SCA NSTE, escludendo i pazienti sottoposti
                                            a bypass aorto-coronarico entro cinque giorni.
                                            È stata proposta una flow chart sul management dei pazienti ammessi con dia-
                                            gnosi di SCA NSTE: se devono sottoporsi ad una coronarografia entro le 24 ore,
                                            ci si astiene dalla somministrazione di Clopidogrel (che al massimo va dato do-
                                            po la coronarografia) in modo tale da non interferire con l’eventuale operazio-
                                            ne cardiochirurgica; i pazienti che invece non devono sottoporsi ad una coro-
                                            narografia entro le 24 ore possono subito assumere l’associazione di Clopidogrel
                                            ed ASA.
                                            Sono stati infine presentati i risultati sulle metanalisi sugli inibitori delle glico-



                  CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI  33
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