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Lunedì 2 giugno
zione in anteprima al congresso ANMCO, i dati presentati sono parziali. I pa-
zienti analizzati sono stati 1.023 in cui la descrizione è stata completa con un
età media di 68 anni con il 68% dei maschi.
Rispetto al Blitz 1 si è segnalato un aumento dei pazienti di età superiore ai 70
anni. Tra i fattori di rischio spiccano il fumo (58%) e l’ipertensione arteriosa
(65%). Questa popolazione si presenta in situazione di compenso (Killip I-II).
Un paziente su quattro ha un importante anamnesi cardiologica: pregresso in-
farto (28%), angina cronica (19%) e pregressa PCI (14%). Il 42% dei pazienti
che si presentano all’osservazione non riferisce dolore toracico: forse è per que-
sto che questa patologia viene nella maggior parte dei casi sottostimata e mal
interpretata. Inoltre nel 32% dei casi l’ECG appare muto oppure presenta alte-
razioni minime.
La sede dell’ischemia è prevalentemente anteriore ed 1/4 dei pazienti non ap-
proda alla cardiologia ma rimane in osservazione o viene trasferito in medicina.
La coronarografia è effettuata solo nel 55% dei casi ed il 30% dei pazienti ha fat-
to una PCI mentre 3% CABG. Nello stesso ospedale si effettua la maggior par-
te delle procedure.
Esistono diversi significati di questo studio. Innanzitutto quello clinico: il
BLITZ 2 getta luce su un mix di popolazione a diverso rischio identificando del-
le insidie costituite da sintomi e segni strumentali poco evidenti. Inoltre dal
punto di vista metodologico internet non rappresenta un tabù per i cardiologi.
Pertanto sempre più si lavorerà in rete con collegamento on line e paperless.
Tale risultato segna un importante successo per la cardiologia italiana in quan-
to la straordinaria risposta partecipativa e la confidenza informatica segnano il
passo per la prontezza di sfide e per la raccolta delle informazioni.
Martedì
3 giugno
Particolare interesse ha destato la Sessione Plenaria di questa giornata
in cui sono stati esaminati i seguenti punti: basi biologiche e molecola-
ri dell’ipertensione arteriosa, relazione tra la pressione arteriosa e lo
sviluppo di scompenso cardiaco; identificazione delle probabili cause;
valutazione dei numerosi trial che hanno dimostrato come il trattamen-
to dell’ipertensione possa prevenire lo sviluppo di scompenso cardiaco.
La giornata è stata inoltre accentrata sul simposio che ha analizzato il
rischio di infarto miocardico acuto in Italia. Sono anche riportate alcu-
ne delle relazioni più seguite del Congresso.
Durante questo Simposio, sono state affrontate le più attuali problematiche
legate alle “Opzioni terapeutiche nelle sindromi coronariche acute (SCA)
senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTE)”.
Innanzitutto si è focalizzato il problema se le eparine a basso peso molecolare
(EBPM) debbano essere utilizzate in ogni caso di SCA NSTE. In prima istanza,
sono state riepilogate le basi molecolari ed il meccanismo d’azione delle EBPM
evidenziando che, a differenza dell’eparina non frazionata (UFH), le EBPM sti-
LUGLIO/OTTOBRE 2003 - N. 134/135 32

