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rantita la possibilità di avere una rivascolarizzazione meccanica. Si sottolinea co-
                                            me il ricorso all’angioplastica rescue va incoraggiato e come i risultati sull’esecu-
                                            zione di un’angioplastica precoce dopo trombolisi efficace sembrino essere pro-
                                            mettenti, ma manchino dati su larga scala per validarli. È necessario quindi es-
                                            sere pronti ed efficaci nell’effettuare l’intervento di riperfusione nei pazienti con
                                                                 sopraslivellamento del tratto ST ed è anche importante
                                                                 cercare di organizzare adeguatamente il collegamento
                                                                 della rete UTIC-Emodinamica.
                                                                 In base a quanto riportato in un documento della FIC
                                                                 la situazione del network emodinamica ed UTIC nel
                                                                 2000 è così rappresentata: il 71% delle UTIC non ha
                                                                 un’emodinamica on site, mentre il 15% delle emodina-
                                                                 miche che possono effettuare interventistica non han-
                                                                 no UTIC on site. Le UTIC sul territorio che possono
                                                                 far riferimento ad un’emodinamica on site sono solo
                                                                 111, in particolare sono così distribuite sul territorio:
                                                                 al Nord 1 UTIC-EMO/387.000 abitanti, al centro
                                                                 1/563.000 mentre al sud arrivano a 1/781.000.
                                                                 I bisogni organizzativi pertanto riguardano lo sfrutta-
                                                                 mento delle evidenze scientifiche, promuovendo la
                                                                 connessione UTIC-EMO e garantendo l’accesso appro-
                                            priato alle UTIC-EMO ai pazienti con sindromi coronariche acute. L’organizza-
                                            zione adeguata di quelle strutture in cui l’emodinamica abbia un’UTIC di riferi-
                                            mento prevede oltre ad un esperto staff di emodinamisti, anche un rianimatore
                                            reperibile h24 7 giorni/7, con la possibilità di richiedere una consulenza nefro-
                                            logica, vascolare, neurologica ed ematologica.
                                            Lo staff deve essere disponibile e tecnicamente adeguato con una cardiochirur-
                                            gia di back up (secondo i recenti trial, la necessità di ricorso alla cardiochirur-
                                            gia è stata pari a 0.31%). In base a quanto espresso dalle linee guida americane,
                                            europee e dal documento ANMCO-SIC, il volume di lavoro adeguato parte da
                                            un requisito minimo di 500 coronarografie/anno ad un ottimale di mille annue,
                                            di 300 PCI annue (ottimale 600/annue) e di primarie pari a 36/anno (ottimale
                                            secondo la FIC pari a 60/anno). Secondo il censimento annuale del GISE, la per-
                                            centuale di PCI per IMA è pari al 15%. Pertanto, per realizzare un adeguato
                                            network UTIC-EMO bisogna ricorrere ad una commissione territoriale che or-
                                            ganizzi, stipulando un documento, un adeguato percorso di gestione nelle co-
                                            munità dei pazienti con sindromi coronariche acute.

                                            BLITZ 2
                                            Nonostante le perplessità iniziali sull’utilizzo di una raccolta dati informatizza-
                                            ta e derivante dalle numerose domande poste dai ricercatori sui risultati che si
                                            sarebbero ottenuti, nonché dal poco tempo intercorso tra l’approvazione del co-
                                            mitato ANMCO e l’inizio dell’osservazione, questo studio multicentrico ed os-
                                            servazionale ha permesso di identificare l’epidemiolaogia delle sindromi coro-
                                            nariche acute NSTEMI in Italia. I centri coinvolti sono stati 92, in larga misura
                                            ospedaliera e con la partecipazione attiva anche di centri universitari.
                                            La prima innovazione ha appunto riguardato il ricorso al mondo dell’informati-
                                            ca con un ottimo risultato: durante l’arruolamento dei 2.100 pazienti il data ba-
                                            se ha funzionato per oltre 5.000 ore ed è stato interrotto solo per una piccola
                                            modifica di 8 min. Al 28/05/03, al momento dell’elaborazione per la presenta-



                  CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI  31
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