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Domenica 1 giugno


                                            ficheranno per dare indirizzi più chiari. Nel sistema di potenziamento del 118
                                            di Firenze si è partiti potenziando le autoambulanze BLSD, e formando opera-
                                            tori BLSD, cominciando dalla polizia.
                                            Nel 2002 è aumentato il numero del personale laico in grado di effettuare un
                                            BLSD tra la polizia municipale ed anche tra i dipendenti del Comune di Firen-
                                            ze con il supporto anche dei Vigili del Fuoco.
                                            Nel 2003 è in progetto la formazione di personale laico come istruttore, che già
                                            esiste per il BLS ma non per il BLSD. Il progetto SAFE FLORENCE riguarda il
                                            public access defibrillation (PAD) e coinvolge l’area di Firenze con i suoi co-
                                            muni e le associazioni di volontariato ed è sotto il coordinamento tecnico del
                                            118. Il PAD ha bisogno di almeno un paio di anni per formare operatori ed or-
                                            ganizzarsi sul territorio, considerando che almeno un anno è necessario per for-
                                            mare personale addestrato. I costi dei PAD sono stati presentati secondo un mo-
                                            dello di potenziamento del personale e di riduzione dei tempi di intervento da-
                                            gli attuali 6,5 min. a 4,5 min. (secondo le Linee Guida dell’AHA tale tempo do-
                                            vrebbe essere entro i 3 min., ma risulta poco attuabile).
                                            Secondo tale proiezione, si salirebbe ad una percentuale dei soccorsi dal 21 al
                                            27% con una percentuale dei dimessi vivi pari al 13%. In questo primo anno di
                                            formazione dei PAD vengono reclutati 3.000 volontari, 500 VVF, 600 VVUU e
                                            626 comuni, 1000 distretti ASL e 1000 tra strutture come banche e centri com-
                                            merciali. Il costo attuale di Firenze Soccorso è di circa 98.000 euro ed il costo
                                            aggiuntivo nel primo anno sarebbe di 91.000 euro e negli anni successivi di cir-
                                            ca 63.500. Nelle aree rurali, i costi diventano molto più alti e bisogna scegliere
                                            in campo politico ed etico se intraprendere tale scelta.
                                            Per quanto riguarda gli ospedali, a Firenze è stato approvato il progetto ACRO
                                            che è tipo il 118 ma all’interno degli ospedali. Tale progetto si compone di due
                                            livelli: il primo che coinvolge i testimoni dell’arresto cardiaco con formazione
                                            al BLSD, ed un secondo livello che invece riguarda l’area critica ovvero un li-
                                            vello di soccorso avanzato rapido, ACLS. La valutazione dell’arresto cardiaco è
                                            stata fatta con la scheda di UTSTEIN style e dal 1999 al 2002 sono aumentati
                                            i tentativi di resuscitazione.
                                            L’ACRO intervento interviene ad arresto già avvenuto ma è importante sottoli-
                                            neare che l’arresto cardiaco va prevenuto poiché la squadra è relativamente
                                            inefficace e costosa. Inoltre, la mortalità tra i sopravvissuti è piuttosto alta. La
                                            maggior parte delle morti all’interno degli ospedali è dovuta ad asistolia o a
                                            PEA. Solo 1/3 degli arresti sono imprevisti e nelle 8 ore precedenti esistono im-
                                            portanti segni di deterioramento: la mancanza di rilevazione di tali segni è in
                                            parte responsabile della prognosi infausta di questi pazienti.
                                            Esistono diverse strategie come il MET (Medical Emergency Team) che riesce
                                            ad intervenire sull’arresto e sulla gestione dei pazienti critici. In Inghilterra ha
                                            fornito ottimi risultati con una riduzione della mortalità dal 77% al 55%. Il
                                            MEWS consiste nella misura di uno score che analizza diversi parametri mol-
                                            to semplici quali la pressione sistolica, la temperatura, la frequenza cardiaca e
                                            quella respiratoria, la valutazione neurologica, la diuresi oraria.
                                            Tale sistema è stato applicato in alcuni ospedali di Firenze per cui veniva aller-
                                            tato il sistema dell’area critica nei pazienti con score uguale o maggiore di 5 o
                                            con incrementi di 2 punti. L’Intensive Care Society ha proposto l’istituzione di
                                            un OUTREACH team che continua a seguire i pazienti anche dopo che escono
                                            dall’area critica. Probabilmente l’approccio integrato di questi metodi permette
                                            di migliorare la qualità della prevenzione della morte cardiaca improvvisa.



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