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delega a raccogliere la storia clinica del paziente ad uno studente o ad uno specializzando o ad un giovane assistente, e
accade spesso in alcuni reparti che si rinunci a raccogliere una buona anamnesi sostituendola con poche righe di notizie gene-
riche ed imprecise.
Ancora più pericolosa la tendenza a trascurare il contatto personale con il paziente per concentrare l’attenzione quasi esclu-
sivamente sui reperti di laboratorio ritenuti superiori per precisione ed obiettività ai fini della diagnosi rispetto ai soggettivi
dati clinici.
Viceversa con l’anamnesi si realizza il primo contatto con il paziente e si pongono le basi per un rapporto interumano che
può durare nel tempo, senza dimenticare che l’anamnesi rappresenta un elemento indispensabile per stabilire un’ipotesi dia-
gnostica.
La patologia cardiovascolare si manifesta con vari segni e sintomi. L’interpretazione dei sintomi non sempre è cosa facile se
l’anamnesi non è stata ben condotta da un medico esperto e dotato di ascolto attento. Infatti sintomi attribuiti ad una pato-
logia cardiaca possono essere secondari a patologie di altri organi ed apparati, al contrario una sintomatologia attribuita a
malattia non cardiaca può derivare realmente da una cardiovasculopatia.
Il tipo e l’accuratezza della descrizione dei sintomi sono condizionati anche dalla sensibilità e dal livello culturale del pazien-
te, tuttavia è estremamente importante che, chi raccoglie l’anamnesi, ne faciliti la descrizione con appropriate domande intel-
ligenti atte ad escludere le forme non cardiache, anche se, in una piccola percentuale di casi, la descrizione della sintomato-
logia è del tutto subdola e la diagnosi differenziale molto difficile anche da parte di Cardiologi molto esperti.
Le risposte dei pazienti, anche se vaghe, non devono essere inficiate da domande pilotate o espliciti suggerimenti, può risul-
tare utile invece guidare il loro ragionamento ed aiutarli a descrivere meglio le caratteristiche dei sintomi.
I pazienti ad esempio possono definire in tanti
modi le sensazioni del dolore anginoso: avverto
un qualcosa che preme, che opprime, che soffo-
ca, che stringe, che scoppia, che brucia, o una
fascia attraverso il petto o un peso in mezzo al
petto.
In altri casi vengono riferiti equivalenti anginosi
come la difficoltà di respiro sotto sforzo localiz-
zata alla zona centrale del petto, malessere alla
superficie ulnare del braccio e dell’avambraccio
sinistri, alla mandibola, ai denti, al collo e alle
spalle (4). Un paziente ci riferì la comparsa di
“due bracciali dolorosi” ai polsi che compariva-
no durante sforzo e regredivano con il riposo.
L’anamnesi rappresenta perciò il mezzo più ido-
neo per stabilire l’eziologia dei sintomi. Con
un’accurata anamnesi ad esempio si può porre
un fondato sospetto diagnostico di aritmie
parossistiche, di sincope o di dispnea cardiaca.
Poiché l’anamnesi viene condotta subito dopo il
primo incontro fra il Cardiologo e il paziente, in
generale riflette l’interazione che si stabilisce fra
i due attori.
Uno di questi, il paziente, richiede il parere del
Cardiologo in un clima di ansia e di apprensio-
ne mentre il comportamento del medico inter-
rogante rimane fondamentale per il rapporto
successivo e, secondo Sir James Mackenzie (8),
per la comprensione della situazione cardiova-
scolare di un paziente è essenziale la valuta-
Albert Gleizes,Paesaggio con figura,1911 zione delle sue sensazioni.
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