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Con una evoluzione culturale condivisa sia
                                                                         dalla comunità cardiologica che dalle autorità
                                                                         sanitarie, l’acronimo UTIC non indica più
                                                                         “Unità di  Terapia Intensiva Coronarica” ma
                                                                         “Unità di Terapia Intensiva Cardiologica”, non è
                                                                         più il luogo dove accogliere esclusivamente
                                                                         l’IMA, come avveniva negli anni ’60, ma vi si
                                                                         ricoverano anche pazienti con aritmie maggio-
                                                                         ri, tamponamento cardiaco, embolie polmona-
                                                                         ri con compromissione emodinamica severa,
                                                                         ecc.
                                                                         Una considerazione privilegiata merita lo
                                                                         scompenso cardiaco che oggi viene ricoverato
                                                                         prevalentemente nei reparti di Medicina
                                                                         Interna ma che, sia per la stratificazione del
                                                                         rischio che per le grandi innovazioni terapeuti-
                                                                         che, potrebbe giovarsi di un ricovero in UTIC.
                                                                         Questo consentirebbe una gestione più aggres-
            siva dal punto di vista diagnostico, terapeutico e del counseling infermieristico con benefici indubbi, sulla prognosi, sulla qua-
            lità della vita e sulla durata di degenza ospedaliera.
            Motivi a sostegno della piena legittimità delle UTIC Spoke ce ne sono a sufficienza. Ma occorre aggiungere che le UTIC si
            devono adeguare pienamente al nuovo ruolo dettato dal mutare del quadro di riferimento. La diffusione dell’angiografia e
            delle procedure interventistiche coronariche ha indubbiamente creato un paziente a minore gravità, migliorato la stratifica-
            zione del rischio e ridotto la necessità di periodi prolungati di ricovero ma non ha modificato certo il trend attuale che vede









































                                                 Manuel Jemenez Prieto,Visita all’ospedale,1897


                                                                                                                81
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