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dalle costole della palma, supporto sul quale veniva-
                                                               no inserite altre costole che rappresentavano i venti
                                                               e le correnti; le conchiglie o pezzi di corallo indicava-
                                                               no la collocazione delle isole.
                                                               Il metodo di costruire queste mappe era un segreto
                                                               custodito gelosamente e tramandato di padre in
                                                               figlio. Una flottiglia di almeno 15 o più canoe partiva
                                                               sotto la guida di un esperto per aggiornare via via le
                                                               mappe con le quali gli abitanti delle isole Marshall riu-
                                                               scirono a ottenere un quadro relativamente preciso
                                                               e dettagliato del loro ambiente.
                                                               L’alto Medioevo non vede progressi in campo car-
                                                               tografico: in un mondo dominato dalla religiosità la
                                                               memoria dei luoghi riscuote scarso interesse, tanto
                                                               più che le Sacre Scritture non ammettevano la sfe-
                                                               ricità della terra. Solo dopo il Mille la situazione
                                                               cambia; il mondo torna ad appartenere all’uomo
                            Fig.3 -  Mattang polinesiano       che lo percorre e lo domina attraverso la sua raffi-
                                                               gurazione grafica. Sono tipici di questo periodo i
             III secolo d.C. (fig. 2) dove è raffigurato l'Impero  cosiddetti mappamondi (mappae mundi) a T con
             romano nella sua interezza e il mondo conosciuto  contorno circolare: entro un’ampia circonferenza
             dagli antichi, dalle colonne d’Ercole all’estremo orien-  era infatti raffigurato un anello periferico di acque;
             te; ma, come si può notare anche nel particolare  l’Oceano, che circondava le terre emerse divise in
             riportato, il suo scopo non era quello di riprodurre il  due parti da due fasce di acque che andavano a for-
             territorio nelle sue esatte proporzioni ma di rappre-  mare appunto una T.
             sentare il sistema viario dell’Impero, definendo con  Ma è dalla scoperta dell’America ad oggi che il feno-
             precisione le strade, le stazioni di posta, le città e le  meno registra i ritmi più vertiginosi: dalla prima mon-
             distanze tra un luogo e l’altro; infatti questi ultimi  dializzazione o globalizzazione, termine più comune-
             sono indicati con estrema precisione, mentre il dise-  mente adottato, ad oggi, il dominio dello spazio e la
             gno delle terre e dei mari è fortemente alterato. La  sua conseguente mappatura si sono fatti più raffinati.
             Tabula, conservata nella Biblioteca Nazionale di  Da  Abramo Ortelio che pubblicò il  Typus Orbis
             Vienna, ha dimensioni eccezionali, è costituita da un  Terrarum (1564), una carta del mondo in otto fogli,
             rotolo di pergamena lungo 6,80 m e alto 34 cm, sud-  a Gerardo Mercatore, attraverso la precisazione degli
             diviso in undici segmenti.                        strumenti di rilevazione come la latitudine e la longi-
             Un esempio esclusivo, legato alla necessità di cono-  tudine prima e la fotografia aerea dopo, fino alle foto
             scere e percorrere agevolmente un territorio diffici-  da satellite, l’umanità si è assicurata proiezioni carto-
             le, è rappresentato in età antica dai popoli di quella  grafiche sempre più precise.
             terra senza confini e senza limiti che è appunto la  Oggi nell’era del computer è al sistema informatico e
             Micronesia.                                       satellitare che possiamo rivolgerci per la costruzione
             I mattang (fig. 3), costruiti dagli antichi abitanti delle  di carte estremamente precise e raffinate per elegan-
             isole Marshall per avere una mappa aggiornata delle  za e leggibilità. Con il sistema GPS (Global Positioning
             loro esplorazioni, sono un esempio singolare che  System),arrivato fino alle nostre auto,possiamo cono-
             ribadisce non solo l’esigenza per l’uomo di lasciare  scere in breve tempo la via più breve per arrivare alla
             traccia tangibile dei luoghi esplorati e conosciuti, ma  nostra meta.
             anche l’ingegnoso riutilizzo dei materiali forniti dal-  Nient’altro che una tavola Peutingeriana elettronica,
             l’ambiente circostante in mancanza di altre abilità,  diversa la tecnologia identico il bisogno da cui è stata
             quali la scrittura. La base della mappa era costituita  dettata: dominio del territorio e funzionalità.


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