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colarità che lo spazio terrestre rap-
             presentato era più esteso in longitu-
             dine rispetto alla carta precedente; le
             grandi conquiste di Alessandro aveva-
             no infatti accresciuto le conoscenze
             verso oriente.
             Saranno però le conquiste territoriali
             dei Romani e la progressiva espansio-
             ne del commercio in paesi lontani a
             dare impulso e ad affinare le pratiche
             di rilevamento del territorio e quelle
             della misurazione delle distanze lungo
             le grandi vie.
             Uno strumento ingegnoso ideato a
             questo scopo, lontano parente del
             nostro contachilometri, era l’odome-
             tro, applicato a uno degli assi di un
             carro. Regolato in base alla circonfe-
             renza della ruota (che percorreva un
             miglio ogni 400 giri) il congegno di
             ingranaggi dentati azionava un dispo-
             sitivo che lasciava cadere un sassolino
             in un recipiente per ogni miglio per-
             corso.Alla fine del viaggio, contando i
             sassolini, si poteva sapere quante
             miglia era lungo il tragitto.
             Anche Cesare fa una descrizione
             della Gallia, nel primo capitolo del
             primo libro del  “De bello gallico”,
             alquanto vaga e con gravi errori geo-
                                                  Fig.2 - Particolare della Tabula Peutingeriana tratto dalla copia di epoca medievale (databile fra l’XI e il XIII secolo).
             grafici.                                L’immagine mostra dall’alto in basso i Balcani,l’Italia meridionale con la Sicilia e parte della costa libica
             Per comprendere bene il testo biso-
             gna immaginare una cartina come quella riprodotta  ab  Aquitanis Garumna flumen, a Belgis Matrona et
             nella figura 1, che un romano dell’epoca avrebbe  Sequana dividit. Il Reno segnava poi il confine tra Galli
             potuto avere davanti agli occhi.Tra le inesattezze più  e Germani.
             evidenti si nota la disposizione della catena dei  L'altra celebre descrizione geografica, con caratteri-
             Pirenei, orientata non come nella realtà, da est a  stiche di inesattezza simili alla precedente, riportata
             ovest, lungo l'arco tra il 42° e il 43° parallelo, ma  nel capitolo 13 del V libro del “De bello Gallico”, è
             disposta da sud a nord.                           quella della Britannia: Insula natura triquetra, cuius
             Per questo motivo Cesare afferma che la regione gal-  unum latus est contra Galliam. Hius lateris alter ange-
             lica vergit ad septentriones, cioè a nord, mentre i Belgi  lus, qui est ad Cantium…ad orientem solem, inferior ad
             spectant in septentrionem et orierìtem solem, cioè  meridiem spectat. Alterum vergit ad Hispaniam atque
             guardano a nord-est, e l'Aquitania, regione tra la  occidentem solem; qua ex parte est Hibernia insula.
             Garonna e i Pirenei, spectat inter occasum solis et sep-  Tra le carte dell’antichità, che rispettavano le basi teo-
             tentriones, ossia a nord-ovest.                   riche sulla forma, le dimensioni e la distribuzione delle
             Punti di riferimento essenziali sono costituiti dai fiumi  terre e delle acque operata dai Greci, merita una par-
             che determinano spesso i confini dei territori: Gallos  ticolare menzione la famosa Tabula Peutingeriana del


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