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V I A G G I O I N T O R N O A L C U O R E
L’UOMO, IL TERRITORIO E LA MEMORIA DEI LUOGHI
di Alessandro Ferrini
Come per tutti gli esseri viventi, anche la vita del- Conoscere il territorio ha significato anche poterlo
l’uomo si è modificata in stretto rapporto con un conquistare o difendere, ha significato scoprire la
territorio e con un ambiente dapprima sperimenta- sua morfologia, ha significato volerlo e saperlo per-
to allo stato naturale, poi progressivamente modifi- correre: rappresentarlo in termini simbolici in carte
cato. Se accettiamo la tesi dello storico francese o mappe ha costituito il passaggio successivo.
Braudel, il quale afferma che la ricostruzione del Chi di noi non resta affascinato davanti ad un atlan-
passato va letta attraverso un’ampia varietà di fatto- te o a foto satellitari o utilizzando il programma
ri, primo tra tutti la geografia, scopriamo che dalle telematico Google Hearth che “zumma” fin quasi
prime associazioni tribali fino alla nascita delle civiltà, sopra la nostra testa?
l’uomo o meglio le prime società umane, si sono I potenti mezzi della tecnologia contemporanea ci
modificate in stretta relazione con l’ambiente nel permettono visioni di territori non solo terrestri,
quale si erano stabilite e dal quale hanno derivato ma spaziali, extra terrestri o dei fondali oceanici; ma
usi, costumi e quanto siamo soliti indicare con il ter- altrettanto o forse di più ci sbalordiscono le carte
mine cultura. degli antichi, proprio perché realizzate con mezzi
La conoscenza dell’ambiente e il dominio dello stes- tecnici tanto ingegnosi quanto inadeguati.
so, nell’accezione di controllo, di mantenimento del- Se ripercorriamo le origini più antiche delle rappre-
l’efficienza del medesimo e della sua percorribilità, sentazioni di territori, scopriamo che l’unico meto-
hanno costituito da sempre un’attività umana fon- do di indagine cartografica utilizzato nel mondo
damentale sia che si trattasse di società di nomadi o antico si basava sul “periplo”, ossia la circumnaviga-
di sedentari, sia che queste avessero o meno svilup- zione costiera; se era già assai approssimativo per la
pato una forma di civiltà o costituissero esse stesse descrizione delle coste, risultava del tutto inadegua-
un’area economica chiave e ne fossero i soggetti to per la rappresentazione delle regioni interne. In
culturali. questo caso le uniche fonti erano le descrizioni e gli
schizzi buttati giù da chi si spostava essenzialmente
per ragioni commerciali o militari, basati su punti di
riferimento sicuri come fiumi o montagne.
I primi tentativi di rappresentare il territorio reale su
una tavoletta di argilla risalgono ai Babilonesi intor-
no al 2300 a.C.; in epoca classica i Greci si afferma-
no come maestri in quest’arte: ad esempio il filosofo
Anassimandro da Mileto, nel VI secolo a.C., disegnò
una carta geografica che comprendeva il mar Egeo
e le terre circostanti; la terra era rappresentata in
forma circolare racchiusa da un anello d'acqua,
l'Oceano: da questo si originava il Mar
Mediterraneo che divideva l’ecumene, ovvero le
terre emerse, in due grandi parti.
Tra le carte più note, nel secondo secolo a.C., quel-
la di Eratostene, a cui si deve il primo e preciso cal-
colo della circonferenza terrestre, nella quale era
Fig.1 - La carta è ricostruita sulla base delle descrizioni dell’epoca,comprese quelle di Cesare raffigurato il mondo allora conosciuto con la parti-
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