Page 56 - CnO_130
P. 56
che hanno avuto qualche ruolo nello sviluppo cui è stato protagonista, vorrei ricordargliene alcu-
della cardiologia nei nostri ospedali non può ne alle quali so che Lei attribuisce un valore par-
che essere vista con molta simpatia. Il fatto poi ticolare: il Giornale Italiano di Cardiologia, il GISSI e
che la mia sia la prima mi fa ovviamente piace- il Dipartimento Cardiologico.
re, anche se mi rendo conto che l’anagrafe è
stata determinante. R. La decisione di fondare il Giornale Italiano di
Cardiologia fu presa in un Consiglio Direttivo
D. Vuol raccontarci a grandi linee la sua storia nel novembre 1970; eravamo in un periodo di
professionale, in particolare all’inizio, quando anco- grande depressione per la produzione medico-
ra non era il Professor Rovelli che oggi tutti cono- scientifica e di vera crisi per tutte le riviste
sciamo? scientifiche. Credo che per l’ANMCO fu una
decisione di grande coraggio. Il presidente era
R. Mi dà sempre un certo imbarazzo parlare Giorgio Feruglio.
delle cose lontane, soprattutto personali: spesso Ho avuto il compito di essere il primo diretto-
nel ricordo sembrano sfumarsi, come in certi re e fu molto impegnativo. Non c’erano lavori
panorami quando vengono visti da lontano. da pubblicare, non c’erano sponsor né fondi
La decisione di fare il medico maturò negli an- economici di sostegno.
ni del liceo. Mi sono poi laureato nel luglio del Tutti nell’ANMCO si impegnarono a fondo, e
1943; era l’estate dei grandi bombardamenti di anche al Centro De Gasperis: ricordo con af-
Milano. fetto la collaborazione di Giacomo Binda e del-
Ebbi un posto di assistente supplente all’ospe- l’instancabile Fiorella Ghioni.
dale che poi lasciai nel 1948 per iscrivermi alla Al congresso ANMCO, che allora si teneva in
Scuola di Cardiologia che era stata istituita da primavera, riuscimmo a presentare il primo nu-
Camillo Colombi. mero che ottenne consensi generali. Era stata
Negli stessi anni, Angelo De Gasperis, assistente tracciata una strada che ancora oggi continua
in Clinica Chirurgica, uomo di grande intelligen- attivamente migliorandosi.
za e determinazione, decise dopo una perma- Per quanto riguarda il GISSI, ricordo che il pri-
nenza all’estero, di iniziare la chirurgia toracica e mo spunto per procedere allo studio nacque
cardiaca. Nell’ambito universitario la reazione fu proprio al De Gasperis, da una discussione in
conflittuale e De Gasperis dovette trasferirsi al- ospedale sulla possibilità di usare la trombolisi
l’ospedale di Niguarda, assistente in una divisio- sistemica. La nostra casistica sarebbe stata insuf-
ne di chirurgia generale. ficiente, e per allargare il campo interpellai col-
Cominciai a lavorare con lui come volontario, leghi, amici e anche qualche istituzione.
avviandomi per una strada del tutto incerta, cer- Oramai è storia nota: intervennero l’ANMCO,
cando spazi, apparecchi, aiuti, personale, senza per merito del suo presidente Antonio Lotto, e
alcun titolo. il Mario Negri, per merito di Gianni Tognoni:
Solo dopo qualche anno ottenni la nomina di ambedue furono determinanti per l’avvio dell’o-
assistente chirurgo e poi di aiuto cardiologo e perazione e il suo compimento. Nacque così il
questo fu nel 1955 il primo riconoscimento uf- GISSI.
ficiale di cardiologia, rilasciato dalla amministra- Il De Gasperis e un gran numero di UCC ita-
zione ospedaliera. liane vennero coinvolte, e molte ebbero un
De Gasperis morì precocemente, nel luglio ruolo attivo nell’organizzazione. Anche il perso-
1962. nale infermieristico diede con entusiasmo il suo
Fu allora istituito il Centro De Gasperis con una contributo. È stato per tutti un lavoro intenso,
divisione di cardiochirurgia ed una di cardiolo- ma non mancarono le soddisfazioni.
gia, superando non poche opposizioni, soprat- Era la prima volta che nel nostro paese si pro-
tutto per questioni “di principio” che proveniva- duceva una ricerca policentrica così vasta, così
no dall’università. impegnativa e coinvolgente, tale da influire sui
Cominciò il periodo di stretta collaborazione sistemi di cura e sul modo di gestire le UCC, e
con Renato Donatelli, grande figura di chirurgo. non solo nel nostro paese.
Si applicarono le prime valvole artificiali, i primi Vi furono poi altri GISSI, ma l’esperienza del
Pace-maker transvenosi, si istituì la prima UCC. GISSI I rimane per me indimenticabile.
Nel 1967 fu promosso un Corso di Aggiorna-
mento della durata di una settimana sulle Car- D. E il Dipartimento cardiologico?
diopatie Congenite. Fu una scommessa; i temi li
delineammo, con Renato Donatelli, durante un R. Al De Gasperis si cominciò a parlare di di-
viaggio in treno di ritorno dalla Francia dove partimento a metà degli anni 80.
eravamo stati a visitare un centro in cui si ap- Entro qualche anno sarei arrivato al termine
plicavano Pace-maker… Fu un successo, e da al- della mia attività d’ospedale e mi premeva con-
lora i Corsi si sono ripetuti ogni anno, su vari solidare una situazione organizzativa vasta e
temi. complessa.
E ancora oggi questo evento culturale è in gra- Non era facile gestire il De Gasperis con tutte
do di attrarre l’interesse di centinaia di cardio- le sue articolazioni e le molteplici attività orga-
logi; e io assisto con piacere al ripetersi di que- nizzative e culturali.
sto evento. Come tenere insieme tutte le iniziative matura-
te e cresciute in tanti anni di attività, come assi-
D. Professore, dalla lunga lista di cose ed eventi di curare il coordinamento, la collaborazione, se
CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI 55

