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che hanno avuto qualche ruolo nello sviluppo  cui è stato protagonista, vorrei ricordargliene alcu-
                        della cardiologia nei nostri ospedali non può  ne alle quali so che Lei attribuisce un valore par-
                        che essere vista con molta simpatia. Il fatto poi  ticolare: il Giornale Italiano di Cardiologia, il GISSI e
                        che la mia sia la prima mi fa ovviamente piace-  il Dipartimento Cardiologico.
                        re, anche se mi rendo conto che l’anagrafe  è
                        stata determinante.                   R. La decisione di fondare il Giornale Italiano di
                                                              Cardiologia fu presa in un Consiglio Direttivo
                        D. Vuol raccontarci a grandi linee la sua storia  nel novembre 1970; eravamo in un periodo di
                        professionale, in particolare all’inizio, quando anco-  grande depressione per la produzione medico-
                        ra non era il Professor Rovelli che oggi tutti cono-  scientifica e di vera crisi per tutte le riviste
                        sciamo?                               scientifiche. Credo che per l’ANMCO fu una
                                                              decisione di grande coraggio. Il presidente era
                        R. Mi dà sempre un certo imbarazzo parlare  Giorgio Feruglio.
                        delle cose lontane, soprattutto personali: spesso  Ho avuto il compito di essere il primo diretto-
                        nel ricordo sembrano sfumarsi, come in certi  re e fu molto impegnativo. Non c’erano lavori
                        panorami quando vengono visti da lontano.  da pubblicare, non c’erano sponsor né fondi
                        La decisione di fare il medico maturò negli an-  economici di sostegno.
                        ni del liceo. Mi sono poi laureato nel luglio del  Tutti nell’ANMCO si impegnarono a fondo, e
                        1943; era l’estate dei grandi bombardamenti di  anche al Centro De Gasperis: ricordo con af-
                        Milano.                               fetto la collaborazione di Giacomo Binda e del-
                        Ebbi un posto di assistente supplente all’ospe-  l’instancabile Fiorella Ghioni.
                        dale che poi lasciai nel 1948 per iscrivermi alla  Al congresso ANMCO, che allora si teneva in
                        Scuola di Cardiologia che era stata istituita da  primavera, riuscimmo a presentare il primo nu-
                        Camillo Colombi.                      mero che ottenne consensi generali. Era stata
                        Negli stessi anni, Angelo De Gasperis, assistente  tracciata una strada che ancora oggi continua
                        in Clinica Chirurgica, uomo di grande intelligen-  attivamente migliorandosi.
                        za e determinazione, decise dopo una perma-  Per quanto riguarda il GISSI, ricordo che il pri-
                        nenza all’estero, di iniziare la chirurgia toracica e  mo spunto per procedere allo studio nacque
                        cardiaca. Nell’ambito universitario la reazione fu  proprio al De Gasperis, da una discussione in
                        conflittuale e De Gasperis dovette trasferirsi al-  ospedale sulla possibilità di usare la trombolisi
                        l’ospedale di Niguarda, assistente in una divisio-  sistemica. La nostra casistica sarebbe stata insuf-
                        ne di chirurgia generale.             ficiente, e per allargare il campo interpellai col-
                        Cominciai a lavorare con lui come volontario,  leghi, amici e anche qualche istituzione.
                        avviandomi per una strada del tutto incerta, cer-  Oramai è storia nota: intervennero l’ANMCO,
                        cando spazi, apparecchi, aiuti, personale, senza  per merito del suo presidente Antonio Lotto, e
                        alcun titolo.                         il Mario Negri, per merito di Gianni Tognoni:
                        Solo dopo qualche anno ottenni la nomina di  ambedue furono determinanti per l’avvio dell’o-
                        assistente chirurgo e poi di aiuto cardiologo e  perazione e il suo compimento. Nacque così il
                        questo fu nel 1955 il primo riconoscimento uf-  GISSI.
                        ficiale di cardiologia, rilasciato dalla amministra-  Il De Gasperis e un gran numero di UCC ita-
                        zione ospedaliera.                    liane vennero coinvolte, e molte ebbero un
                        De Gasperis morì precocemente, nel luglio  ruolo attivo nell’organizzazione. Anche il perso-
                        1962.                                 nale infermieristico diede con entusiasmo il suo
                        Fu allora istituito il Centro De Gasperis con una  contributo. È stato per tutti un lavoro intenso,
                        divisione di cardiochirurgia ed una di cardiolo-  ma non mancarono le soddisfazioni.
                        gia, superando non poche opposizioni, soprat-  Era la prima volta che nel nostro paese si pro-
                        tutto per questioni “di principio” che proveniva-  duceva una ricerca policentrica così vasta, così
                        no dall’università.                   impegnativa e coinvolgente, tale da influire sui
                        Cominciò il periodo di stretta collaborazione  sistemi di cura e sul modo di gestire le UCC, e
                        con Renato Donatelli, grande figura di chirurgo.  non solo nel nostro paese.
                        Si applicarono le prime valvole artificiali, i primi  Vi furono poi altri GISSI, ma l’esperienza del
                        Pace-maker transvenosi, si istituì la prima UCC.  GISSI I rimane per me indimenticabile.
                        Nel 1967 fu promosso un Corso di Aggiorna-
                        mento della durata di una settimana sulle Car-  D. E il Dipartimento cardiologico?
                        diopatie Congenite. Fu una scommessa; i temi li
                        delineammo, con Renato Donatelli, durante un  R. Al De Gasperis si cominciò a parlare di di-
                        viaggio in treno di ritorno dalla Francia dove  partimento a metà degli anni 80.
                        eravamo stati a visitare un centro in cui si ap-  Entro qualche anno sarei arrivato al termine
                        plicavano Pace-maker… Fu un successo, e da al-  della mia attività d’ospedale e mi premeva con-
                        lora i Corsi si sono ripetuti ogni anno, su vari  solidare una situazione organizzativa vasta e
                        temi.                                 complessa.
                        E ancora oggi questo evento culturale è in gra-  Non era facile gestire il De Gasperis con tutte
                        do di attrarre l’interesse di centinaia di cardio-  le sue articolazioni e le molteplici attività orga-
                        logi; e io assisto con piacere al ripetersi di que-  nizzative e culturali.
                        sto evento.                           Come tenere insieme tutte le iniziative matura-
                                                              te e cresciute in tanti anni di attività, come assi-
                        D. Professore, dalla lunga lista di cose ed eventi di  curare il coordinamento, la collaborazione, se




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