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R. Certamente ho commesso degli errori e ho Questo era il nostro obbiettivo e lo abbiamo
preso decisioni che non vorrei ripetere. Sono affrontato lavorando sempre più intensamente
comunque del parere che ogni cosa potrebbe per migliorare l’assistenza, per ampliare i repar-
essere sempre rifatta al meglio, se fosse possi- ti e, sul piano culturale, per promuovere la ri-
bile! cerca; e prestando molta attenzione alle nuove
Ho alcune ragioni di rammarico, ma mi sembra tecnologie.
poco interessante rievocare episodi che sono In questo modo abbiamo acquisito credibilità e
ormai lontani. abbiamo raggiunto gli scopi che ci eravamo
Il pentimento è certo un sentimento impor- prefissi: l’ANMCO ha così determinato lo svi-
tante, ma è difficile parlarne. luppo della cardiologia in Italia.
Avete mai provato ad essere su un monte, Oggi la sfida continua ma a ben altri livelli.
quando il sole sta calando o è all’orizzonte? I ricordi di lotte per la sopravvivenza sono or-
Alle spalle vi è una valle scura, in ombra, ma mai lontani. Le nuove condizioni sociali, i pro-
dall’altra si apre una vallata piena di luce ed è blemi che si addensano ovunque pongono tut-
bello guardare ed immaginare altre valli ed altri ta la medicina e la sanità in prospettive che po-
monti dove forse non arriverai mai. trebbero essere molto diverse.
È meglio così, guardare oltre. L’ANMCO è oggi una realtà della quale non si
Mi capita di riflettere sulle cose passate, ma in può che essere entusiasti: l’Associazione ha tut-
genere prevale la curiosità di pensare al doma- ti i mezzi, soprattutto quelli culturali ed intel-
ni. Come è giusto per chi è 5 volte nonno. lettuali, per dare la sua risposta e la sua im-
pronta anche alle nuove sfide.
D. Come si definirebbe oggi?
L’intervista finisce qui, anche se molte sono le
R. Non credo che tocchi a me dare una defi- cose che vorrei ancora chiedergli, e molto an-
nizione di me stesso. cora vorrei sentire. Non avevo mai avuto l’oc-
Certo, sono stato un privilegiato, per la famiglia casione di avvicinare il professor Rovelli in que-
che ho avuto e per gli amici che ho incontrato. sto modo e per così lungo tempo.
Ho avuto modo di assistere a molti avvenimenti Consentitemi comunque di non essere esclusi-
ed alcuni li ho vissuti anche direttamente. vamente l’intervistatore asettico, ma di poter
Ho intensamente vissuto il grande cambiamen- brevemente descrivere come ho vissuto questa
to della medicina avvenuto nel secolo scorso. esperienza.
Ho cominciato a frequentare le corsie degli In passato il mio rapporto col professor Rovel-
ospedali nel 1939. li era stato quasi esclusivamente di tipo profes-
L’assistenza, le cure, ma anche il modo di dedi- sionale. In ospedale, ai congressi, alle cene, gli
carsi ai malati sono ora del tutto diversi e si so- argomenti di conversazione erano sempre in-
no ottenuti risultati che un tempo non si sa- centrati sulla nostra attività lavorativa; e il pro-
rebbero potuti immaginare. Questo sviluppo fessore poi, nelle occasioni pubbliche, doveva
della medicina è avvenuto per il progresso dedicare molto del suo tempo ai rapporti “so-
scientifico e tecnologico, ma anche altri fattori ciali”. Una buona parte della sua vita e della sua
sono stati determinanti e fra questi la ripresa personalità mi sono state sempre poco note.
economica, l’evoluzione dello stato sociale e la Questa intervista ha coperto in parte quel gap.
consapevolezza acquisita del diritto alle cure. Ho potuto conoscere, anche se velocemente e
parzialmente, un altro aspetto del Professor
D. E per finire, parliamo dell’ANMCO: cosa ha Rovelli, e in un periodo della sua vita nel quale
rappresentato per Lei? Come vede il suo ruolo nel- l’esperienza e la saggezza, che discendono dal-
la cardiologia italiana? la sua storia e dalla sua età, ne hanno parzial-
mente frenato l’impeto, lo hanno reso affabile
R. La mia partecipazione alla vita dell’ANMCO (ricordate il mio primo incontro?), anzi affet-
è stata attiva sin dall’inizio; sono stato membro tuoso.
del Consiglio Direttivo e per alcuni anni vice- Che impressione ne ho ricavato?
presidente per le attività culturali. Il professor Rovelli è stato, e lo è ancora per
Sono ancora vive nella mente alcune riunioni me, come una roccia maestosa, una montagna
“storiche” con Puddu, Feruglio, Bellini, Masini, di quelle Alpi che lui porta nel cuore; ma è an-
Fazzini, Binda, Camerini, Marsico, Solinas, Picco- che lo scalatore ardito, che non teme la solitu-
lo, e tanti altri che contribuirono in modo de- dine, che traccia la prima via, con fatica, tenacia,
terminante allo sviluppo della nostra Associa- determinazione, anche presunzione, guidato da
zione. un istinto finissimo.
Dare alla nostra Associazione una finalità sinda- Un uomo positivo, nel senso migliore del ter-
cale o piuttosto l’impronta di società culturale? mine; un esempio, almeno per quelli della mia
Avevamo un concetto molto personale del sin- generazione; un’iniezione di fiducia, molte delle
dacalismo, certamente diverso da quello delle sue parole.
altre categorie professionali. La difesa dei diritti, Ma anche un invito ad essere uomini completi,
della carriera o dei salari ci coinvolgeva in mo- a rivedere fattivamente le proprie convinzioni e
do molto relativo. Per noi il problema era di ot- a dare il giusto valore anche alle emozioni e ai
tenere il riconoscimento della specialità,l’auto- sentimenti.
nomia dei nostri reparti e dare sviluppo alla
cardiologia. Grazie, Professore.
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