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CARDIOLOGIA N. 141bb 3-09-2004 15:11 Pagina 32
Domenica 23 maggio
stabili emodinamicamente e senza danno d’organo, con il rischio comunque co-
stante di un improvviso ed imprevedibile deterioramento emodinamico.
Data l’elevata mortalità sia della storia naturale che della chirurgia, ci si è chie-
sti se la cardiologia interventista possa avere un ruolo in questa patologia. Un
piccolo gruppo di pazienti con DIV post IMA è stato trattato con impianto di
Amplatzer a chiusura del difetto. Risultati incoraggianti sono stati ottenuti in
pazienti con difetto cronico e in pazienti con residuo di difetto post-chiusura
chirurgica, mentre scarsi sono i risultati ottenuti con l’impianto del device in
acuto.
TAVOLA ROTONDA CONGIUNTA ANMCO-AHA
NATIONAL CARDIOLOGICAL ASSOCIATIONS AND TRAINING PROGRAMS
IN EMERGENCY CARDIOVASCULAR CARE (ECC)
Moderatori: R.O. Bonow, F. Valagussa
Relatori: F. Valagussa, G. Fradella, C.E. Jr Mullins, D. Neglia
Il Dott. Valagussa ha illustrato la situazione in Italia. Gli eventi chiave per l’at-
tivazione dei sistemi di emergenza sono l’arresto cardiaco/morte cardiaca im-
provvisa e le sindromi coronariche acute (infarto miocardico acuto, angina in-
stabile). Dal 1992 al 2000 sono cambiate molte cose: il SEM 118 copre la tota-
lità delle regioni italiane e la maggioranza delle province. Sono molto migliora-
ti i collegamenti tra il sistema di emergenza ed i cardiologi, passando dal 44%
nel 1995 all’88% nel 2000, sono aumentate le ambulanze ACLS (si passa dal
56% al 90%), l’attivazione delle chest pain unit e della trombolisi iniziata in
pronto soccorso. In una analisi prospettica compiuta tra il febbraio e l’aprile del
2000 sull’attività del 118 in Lombardia è emerso che il numero di chiamate è
maggiore nelle prime ore della mattina, con una di-
stribuzione media per età pari a 70.2 ± 15 (range 4-
96) ed una sopravvivenza totale dopo arresto cardiaco
del 5.8%. L’intervallo di tempo tra la chiamata e l’atti-
vazione dell’ambulanza è di 2.0 ± 1.6 min, di 3.6 ± 2.0
min tra chiamata e partenza dell’ambulanza, di 8.5 ±
3.5 min tra chiamata e arrivo sul posto e di 32 ± 15
min tra la chiamata ed il ritorno al pronto soccorso.
Dall’analisi riportata emerge che il luogo di insorgen-
za, il tipo di aritmia, il soccorso fornito da un’ambu-
lanza medicalizzata, influenzano la sopravvivenza. Se
analizziamo le quote di sopravvivenza dal 1985 ad og-
gi, osserviamo che siamo passati da una sopravviven-
za dell’1.0-1.5% (1985-1994) con un servizio fornito
solo dalle croci ad oltre il 25% per un servizio fornito
dal 118, sistema di emergenza medica e dalla diffusio-
ne del PAD (Pubblico Accesso alla Defibrillazione). I dati sull’analisi del dolore
toracico ed il tempo di attivazione dell’ambulanza sono 2.5 ± 3 min, che arri-
vano a 9.6 ± 4 tra chiamata e partenza dell’ambulanza e di 10.8 ± 6 tra la chia-
mata e l’arrivo sul posto. Nell’88.5% dei casi l’ambulanza è di tipo BLS.
Tra le procedure effettuate a casa l’ecg viene eseguito nel 34.5% dei casi, la pul-
sossimetria nel 50.5% e la pressione misurata nel 27%. Pertanto il tempo calco-
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