Page 31 - CnO_140_141
P. 31
CARDIOLOGIA N. 141bb 3-09-2004 15:11 Pagina 29
tuale trattamento dell’IMA e delle altre emergenze cardiologiche. Anche dove esi-
stono le strutture, solo una piccola percentuale di pazienti “fortunati” riceve le
giuste cure in tempi utili. Attualmente sono in fase di costituzione gli organi di
governo della rete che dovranno garantire il miglioramento degli standard assi-
stenziali, l’uniformità delle modalità di trattamento, la verifica continua dell’ap-
propriatezza dei comportamenti, la misura delle attività di ogni centro e la mi-
sura delle performance regionale nel trattamento delle emergenze cardiologiche.
Nella Regione Lazio a luglio 2002 è stato stilato un protocollo di intesa tra
ANMCO e Agenzia di Sanità Pubblica. Il progetto di organizzazione della rete
dell’emergenza cardiologica prevede, secondo il modello Hub and Spoke, l’istitu-
zione di nuovi servizi di emodinamica interventistica nelle province sprovviste,
il potenziamento dei servizi di emodinamica esistenti, la diffu-
sione delle Linee Guida organizzative per la gestione del pa-
ziente affetto da sindrome coronaria acuta, il protocollo opera-
tivo per il trasporto interospedaliero del paziente critico con
sindrome coronaria acuta, il network delle UTIC, l’adeguamen-
to del 118 e teletrasmissione, l’accreditamento delle strutture
della rete.
In Basilicata attualmente non esiste né una delibera regionale
per la rete né protocolli operativi per l’angioplastica primaria e
rescue ma solo un protocollo d’intesa operativo per le urgenze.
Nei centri Hub ad esempio, le UTIC ed i laboratori di emodi-
namica sono due unità distinte; il paziente con IMA deve tran-
sitare attraverso l’UTIC, il trasporto sul luogo è al limite dei
tempi consentiti, l’eliambulanza è attiva 12 ore.
Esiste un accordo preliminare con il direttore del 118 e le UTIC
per stilare a breve un protocollo per la PTCA primaria e rescue
e per la trombolisi pre-ospedaliera.
In Emilia Romagna è stato creato un comitato di coordinamen-
to della rete cardiologica provinciale, nominato dai direttori ge-
nerali di tutte le strutture, che esplicita le strutture pubbliche e
private accreditate nella rete quali emodinamica, cardiochirur-
gia, settori di riabilitazione, e concorda i protocolli per il go-
verno della rete quali linee guide, manuali operativi, trasferi-
menti e rientri, formazione ed aggiornamenti, osservatorio epi-
demiologico. Attualmente in questa Regione il modello HUB e
SPOKE è utilizzato per la pianificazione sanitaria e tutte le pro-
vince risultano più o meno attive sulle linee di indirizzo del si-
stema. L’operatività delle reti è ancora disomogenea ma la crea-
zione delle stesse è stata fondamentale per l’avvio del progetto
regionale per l’assistenza all’IMA mediante PTCA ed il numero delle angiopla-
stiche primarie è già aumentato rispetto agli anni passati.
In Veneto una commissione ad hoc ha redatto nel marzo 2003 un protocollo te-
rapeutico dell’IMA unico e condiviso secondo cui la procedura di angioplastica
veniva indicata in pazienti con infarto miocardio con sopraslivellamento del trat-
to ST (STEMI) ad alto rischio solo se fattibile entro 90 minuti dall’ECG diagno-
stico. Da un registro stilato da tutte le UTIC è emerso che il numero totale di
STEMI ad alto rischio e latenza dei sintomi minore di 12 ore era di 346/milioni
di abitanti/anno (1.557 pazienti/anno candidati all’angioplastica primaria). Nono-
stante il lavoro svolto, l’applicabilità del protocollo appare di difficile attuazione
per i pazienti che necessitano del trasferimento secondario e per quelli che affe-
riscono in ospedali con programma interventistico limitato alle ore lavorative.
CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI 29

