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Domenica

                    1 giugno
                                                Il Congresso si è aperto con la discussione di un argomento di grande
                                                atttualità: la morte cardiaca improvvisa. Dall’epidemiologia alle strate-
                                                gie d’intervento pre-evento – a livello della popolazione generale e di va-
                                                ri sottogruppi – sono state riportate le più recenti considerazioni sulla
                                                gestione del paziente resuscitato a rischio di morte improvvisa. Partico-
                                                lare accento è stato poi posto sulla prevenzione della quota extraospe-
                                                daliera, esigenza particolarmente sentita dall’ANMCO.
                                                Sono iniziati ufficialmente i minimaster ed una serie di interessanti sim-
                                                posi e seminari.
                                                Vi proponiamo un breve resoconto dell’update sulle strategie clinico-dia-
                                                gnostiche a cui ha partecipato il Prof. M. Gheorghiade della Northwe-
                                                stern University di Chicago e la sessione sull’utilizzo dei beta-bloccanti
                                                nello scompenso cardiaco.




          IMPIEGO DEI BETA-BLOCCANTI NELLO SCOMPENSO CARDIACO:


          OPINIONI A CONFRONTO

                                            Moderatore: L. Gavazzi
                                            Relatori: C. Rapezzi, G.F. Sinagra, M. Bobbio, M. Porcu



                                            Il Simposio “Impiego dei beta-bloccanti nello scompenso cardiaco: opinio-
                                            ni a confronto”, che ha destato un vivace ed interessante dibattito, si è incen-
                                            trato sulla seguente domanda: è giusto estendere l’utilizzo dei beta-bloccanti nei
                                            pazienti con comorbilità?
                                            Molto è stato detto sulla nota problematica del paziente anziano che solitamen-
                                            te presenta numerose comorbilità da tenere in considerazione prima di utilizza-
                                            re un beta-boccante: diabete mellito, fibrillazione atriale, broncopneumopatie
                                            croniche ed insufficienza renale.
                                            E proprio queste sono patologie poco rappresentate nei grandi trial sullo scom-
                                            penso cardiaco, ma molto presenti nella pratica clinica.
                                                                        Nella seconda parte della sessione è stato di-
                                                                        scusso se sia prioritario modulare il sistema
                                                                        renina-angiotensina o il sistema adrenergico e
                                                                        se, in quest’ambito, i beta-bloccanti siano tut-
                                                                        ti uguali.
                                                                        Alla luce delle Linee Guida sullo Scompenso
                                                                        Cardiaco, si dovrebbe iniziare con la prescri-
                                                                        zione di un ACE-inibitore, per poi proseguire
                                                                        con quella di un beta-bloccante; ma questo
                                                                        non è supportato dall’evidence based medici-
                                                                        ne. Infatti, in nessun trial è stato confrontato
                                                                        un ACE-inibitore con un beta-bloccante in
                                                                        termini di mortalità e morbilità ed oltre tutto
                                                                        non ci sono evidenze sul fatto che gli ACE-
                                                                        inibitori sortiscano maggiori effetti benefici
                                                                        dei beta-bloccanti quando assunti come primo
                                                                        step terapeutico.



             LUGLIO/OTTOBRE 2003 - N. 134/135  14
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