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Sabato 31 maggio
Dal ’96 al ’98 è anche aumentato il numero di ricoveri ospedalieri per IMA, an-
gina instabile, numero di cateterismi, angioplastiche e by-pass. Oltre ad un lie-
ve incremento anche per scompenso cardiaco e shock.
Si registra anche un aumento della popolazione anziana ricoverata, trend che
continua ad essere in aumento.
Le condizioni di non appropriatezza clinica strumentale e strutturale si identifi-
cano nell’elargire una prestazione non efficace o non resa o una prestazione ef-
ficace ma in quantità non adeguata oppure resa ma ad un livello assistenziale
sbagliato. Una rete integrata è necessaria al fine di concentrare servizi con ade-
guata qualità tecnica e di diffondere i servizi per facilitarne l’accesso da parte
dell’utente.
All’interno di una rete assistenziale si deve riconoscere la centralità delle UTIC,
che dovrebbero gestire il percorso assistenziale e dovrebbero integrarsi a centri
con avanzata dotazione tecnologica. Ogni UTIC inoltre dovrebbe avere accesso
ad un laboratorio di emodinamica e ad un centro cardiochirurgico di riferi-
mento (Hub and spoke).
L’aumento dei tempi delle liste d’attesa è una problematica legata all’aumento
delle richieste specialistiche, delle prestazioni erogate, dei carichi di lavoro e
quindi dei costi sanitari totali.
Nonostante la denatalità, si assiste ad un incremento delle patologie congenite in
Italia: 500.000 nati/anno e più di 4.500 cardiopatie congenite/anno. Le cardio-
patie congenite sono la principale causa di mortalità neonatale ed una rilevan-
te causa di morbilità infantile. In Italia abbiamo 70.000 adulti con cardiopatie
congenite, con un trend che è destinato a crescere.
LA NUOVA ERA DELLA PROTEZIONE CARDIOVASCOLARE:
IMPLICAZIONI PER LA PRATICA CLINICA
Moderatori: M. Chiariello, G.L. Nicolosi
Relatori: G. Mancia, P.Terrosu, A. Corsini
a
Le malattie cerebrovascolari rappresentano la 3 causa di morte nei paesi in-
dustrializzati, dopo le coronaropatie e le neoplasie. Circa 150.000 pazienti
muoiono ogni anno per malattie cerebrovascolari (uno stroke ogni 53 secondi).
Negli Stati Uniti i costi diretti e indiretti attribuibili alle malattie cerebrovasco-
lari si stimano intorno a 51.3 bilioni di dollari all’anno. Non significativamente
diversa l’epidemiologia in Italia, dove l’ictus rappresenta la principale causa di
invalidità. La prevalenza nella popolazione anziana è del 6.5% e, anche se mor-
talità e disabilità sono attualmente diminuite, l’incidenza di ictus non è ridotta
rispetto al passato.
È ormai dimostrato come l’ictus sia legato a malattie cardiovascolari ed atero-
sclerotiche e a fattori di rischio per malattie cardiovascolari. Di qui l’importan-
za di una prevenzione primaria soprattutto in pazienti ad alto rischio cardiova-
scolare.
Importante è sottolineare che, oltre a fattori non modificabili quali l’età, il ses-
so e la familiarità, esistono fattori modificabili come l’obesità, la sedentarietà, la
dieta e l’alcol. L’attività fisica riveste di conseguenza un ruolo fondamentale per-
ché protettiva sui fattori di rischio.
Oltre ad adottare opzioni terapeutiche preventive in caso di note patologie cor-
LUGLIO/OTTOBRE 2003 - N. 134/135 12

