Page 14 - CnO_134_135
P. 14

Sabato 31 maggio


                                            Dal ’96 al ’98 è anche aumentato il numero di ricoveri ospedalieri per IMA, an-
                                            gina instabile, numero di cateterismi, angioplastiche e by-pass. Oltre ad un lie-
                                            ve incremento anche per scompenso cardiaco e shock.
                                            Si registra anche un aumento della popolazione anziana ricoverata, trend che
                                            continua ad essere in aumento.
                                            Le condizioni di non appropriatezza clinica strumentale e strutturale si identifi-
                                            cano nell’elargire una prestazione non efficace o non resa o una prestazione ef-
                                            ficace ma in quantità non adeguata oppure resa ma ad un livello assistenziale
                                            sbagliato. Una rete integrata è necessaria al fine di concentrare servizi con ade-
                                            guata qualità tecnica e di diffondere i servizi per facilitarne l’accesso da parte
                                            dell’utente.
                                            All’interno di una rete assistenziale si deve riconoscere la centralità delle UTIC,
                                            che dovrebbero gestire il percorso assistenziale e dovrebbero integrarsi a centri
                                            con avanzata dotazione tecnologica. Ogni UTIC inoltre dovrebbe avere accesso
                                            ad un laboratorio di emodinamica e ad un centro cardiochirurgico di riferi-
                                            mento (Hub and spoke).
                                            L’aumento dei tempi delle liste d’attesa è una problematica legata all’aumento
                                            delle richieste specialistiche, delle prestazioni erogate, dei carichi di lavoro e
                                            quindi dei costi sanitari totali.
                                            Nonostante la denatalità, si assiste ad un incremento delle patologie congenite in
                                            Italia: 500.000 nati/anno e più di 4.500 cardiopatie congenite/anno. Le cardio-
                                            patie congenite sono la principale causa di mortalità neonatale ed una rilevan-
                                            te causa di morbilità infantile. In Italia abbiamo 70.000 adulti con cardiopatie
                                            congenite, con un trend che è destinato a crescere.


          LA NUOVA ERA DELLA PROTEZIONE CARDIOVASCOLARE:

          IMPLICAZIONI PER LA PRATICA CLINICA


                                            Moderatori: M. Chiariello, G.L. Nicolosi
                                            Relatori: G. Mancia, P.Terrosu, A. Corsini

                                                                                      a
                                            Le malattie cerebrovascolari rappresentano la 3 causa di morte nei paesi in-
                                            dustrializzati, dopo le coronaropatie e le neoplasie. Circa 150.000 pazienti
                                            muoiono ogni anno per malattie cerebrovascolari (uno stroke ogni 53 secondi).
                                            Negli Stati Uniti i costi diretti e indiretti attribuibili alle malattie cerebrovasco-
                                            lari si stimano intorno a 51.3 bilioni di dollari all’anno. Non significativamente
                                            diversa l’epidemiologia in Italia, dove l’ictus rappresenta la principale causa di
                                            invalidità. La prevalenza nella popolazione anziana è del 6.5% e, anche se mor-
                                            talità e disabilità sono attualmente diminuite, l’incidenza di ictus non è ridotta
                                            rispetto al passato.
                                            È ormai dimostrato come l’ictus sia legato a malattie cardiovascolari ed atero-
                                            sclerotiche e a fattori di rischio per malattie cardiovascolari. Di qui l’importan-
                                            za di una prevenzione primaria soprattutto in pazienti ad alto rischio cardiova-
                                            scolare.
                                            Importante è sottolineare che, oltre a fattori non modificabili quali l’età, il ses-
                                            so e la familiarità, esistono fattori modificabili come l’obesità, la sedentarietà, la
                                            dieta e l’alcol. L’attività fisica riveste di conseguenza un ruolo fondamentale per-
                                            ché protettiva sui fattori di rischio.
                                            Oltre ad adottare opzioni terapeutiche preventive in caso di note patologie cor-



             LUGLIO/OTTOBRE 2003 - N. 134/135  12
   9   10   11   12   13   14   15   16   17   18   19