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zione della Rete nell’Emergenza Cardiologica, del Paziente Cronico, per l’Epide-
miologia Nazionale e Regionale, per l’Appropriatezza Clinica Strumentale e Strut-
turale, per le Liste D’Attesa e per le Cardiopatie Congenite in Età Pediatrica ed
Adulta.
Nell’ambito dell’Organizzazione Della Rete Nell’Emergenza Cardiologica, è stato
riportato che la mortalità intraospedaliera per IMA negli anni ’60 è stata del 25-
30%, mentre nel 2000 è scesa al 5-6%. Tale decremento è da
attribuire soprattutto all’istituzione delle UTIC. Purtroppo,
però, rimane elevato il numero di morti improvvise, circa 50-
60.000/anno.
Secondo i dati del Ministero della Sanità del 1995, la morta-
lità per IMA in UTIC era del 10,7% mentre la mortalità per
IMA fuori dalle UTIC era del 17,4%.
In particolare, analizzando le stime per la morte improvvisa
secondo i dati riportati negli USA, queste ammontano a 250-
400.000/anno, di cui l’85% per FV, il 10% per asistolia ed il
restante 5% per dissociazione elettromeccanica.
La diagnosi di ammissione per IMA è stata per il 37% oltre il
tempo utile, il 29% tra 2-6 ore dai sintomi. In considerazione
dei dimostrati vantaggi della PTCA sulla trombolisi urge la
costituzione della rete di emergenza cardiologica con l’inte-
grazione di 118 DEA ed UTIC
Nell’Organizzazione Della Rete del Paziente Cronico, il cronico
è riferito al paziente portatore di una patologia cardiovascola-
re che è a rischio di persistere nel tempo e di peggiorare in
assenza di interventi appropriati, e tale quindi da necessitare
di un costante livello di attenzione medica, al fine di ridurre
il rischio di riacutizzazioni e recidive. La cronicità esprime
anche il concetto di continuità ed il rischio di frammentazio-
ne nella gestione del paziente.
L’epidemiologia può anche essere intesa come uno strumento
di analisi per valutare l’adeguatezza delle risposte assistenziali. Secondo quanto
riportato dal coordinatore del gruppo, Dott. Ganau, la malattia coronarica è al
primo posto in Italia, con un tasso crescente pari a 12,9% nel ’91, a 12,1% nel
’94, a 13,6% nel ’98. I dati del ’98 di mortalità per malattie cardiovascolari so-
no pari al 39,4% per i maschi e al 49,1% per le donne.
Dal ’91 al ’98 si è registrato un lieve incremento del numero assoluto di morta-
lità per malattie cardiovascolari ma una riduzione dei tassi standardizzati.
Si assiste ad una certa regionalizzazione della mortalità per malattie cardiova-
scolari: infatti, dall’80 al ’98 si registra una tendenza ancora elevata nel sud e
soprattutto nelle donne.
Tabella sui tassi standardizzati di Mortalità per malattie cardiovascolari
Maschi Femmine
34-74 aa 65-74 aa 34-74 aa 65-74 aa
IMA 1,6 4 0,4 1,2
Angina Pectoris 3,4 6,6 4 0,8
Ictus 1,1 2,7 0,8 2,1
TIA 0,8 2,4 0,7 2,5
CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI 11

