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c OM e e RAvAMO

                                                                      di MauRizio Giuseppe abRiGNaNi







                                Piccola storia della medicina cardiovascolare
          Il cuore nella seconda metà



                                      del Seicento





                                    L’epoca di Malpighi, Lower e Sydenham


               ei numeri precedenti abbia-                                      in due lettere scritte al suo amico Gio-
               mo descritto come Galileo                                        vanni Borelli, in cui le ramificazioni
        Navesse ideato un modello ru-                                           dei rami delle arterie bronchiali negli
        dimentale di microscopio, strumento                                     alveoli sono descritte come rete mirabi-
        successivamente realizzato dall’olan-                                   lis. Successivamente, nel De pulmonibus
        dese Antoni van Leeuwenhoch (1632-                                      observationes anatomicae, Malpighi
        1723), di umili origini, che tra i suoi                                 descrive in maniera sistematica la
        mille mestieri fu anche commerciante                                    struttura dei polmoni, gli alveoli e i ca-
        di tessuti (il suo interesse per le lenti                               pillari polmonari della rana. Malpighi,
        di ingrandimento nasce proprio dalla                                    allievo di Galileo e maestro di Anton
        necessità di valutare la qualità delle                                  Maria Valsalva, a sua volta maestro
        stoffe). Appassionato naturalista e
        ottico, sicuramente il più grande mi-
        croscopista del secolo, egli osserva per
        primo i globuli rossi e gli spermatozoi,
        che chiama “homunculi”. Le sue lenti
        migliori ingrandiscono fino a 300-500   Marcello Malpighi,
        volte, consentendogli di vedere micro-  Crevalcore 1628 - Roma 1694
        scopiche alghe, protozoi e larghi bat-  ricerca sperimentale, e a cui lascerà in
        teri, il cui significato rimarrà scono-
        sciuto per molto tempo. Molti, tra cui   testamento i suoi microscopi.
                                            Marcello Malpighi. Il microscopio
        lo Zar Pietro il Grande, accorrono a
        Delft incuriositi e si convincono dell’e-  consentirà nel 1660 al bolognese Mal-
        sistenza di queste “bestie” che li cir-  pighi la visione diretta dei capillari de-
        condano. Nel 1684 descrive per primo   gli alveoli polmonari della rana, finora
        anche i cristalli di acido urico trovati   non osservati per mancanza di uno
        nelle articolazioni di pazienti che sof-  strumento idoneo, consentendogli di
        frono di gotta. Van Leeuwenhoch scri-  confermare appieno la concezione
        verà le sue osservazioni, includendo   cardiocircolatoria di Harvey; questo
        numerosi disegni, alla Royal Society di   collegamento assicurò il fondamento
        Londra, di cui aveva condiviso straor-  anatomico alla fisiologia circolatoria,
        dinariamente lo spirito, simboleggiato   chiarendo il meccanismo col quale
        nel motto Nullius in verba, netto rifiuto  avvengono gli scambi gassosi nella
        di ogni autorità tradizionale, in nome   respirazione. La scoperta di Malpighi   Tavola di De pulmonibus observationes
        di una personale, paziente e rigorosa   sui capillari fu portata a conoscenza   anatomicae, 1661


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