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colesterolemia totale >291 mg/dl in assenza di fu-
mo di sigaretta, oppure per una PA sistolica >170
mmHg associata a qualsiasi livello di colesterole-
mia, ovvero con una PA sistolica >150 mmHg as-
sociata a colesterolemia totale >252 mg/dl in pre-
senza di fumo di sigaretta. Pertanto, le stesse Car-
te del Rischio del Progetto CUORE riportano un
rischio cardiovascolare stimato inferiore al 20% in
alcuni sottogruppi di pazienti con diabete. In ogni
caso, è evidente che la gestione del rischio cardio-
vascolare nel paziente diabetico non si esaurisce
con il solo controllo della colesterolemia, ma pre-
vede il raggiungimento di obiettivi ben definiti in
relazione alla pressione arteriosa, all’abitudine al
fumo, al controllo glicemico, a quello del peso. In
questo contesto, la stima del rischio è di aiuto al
D. Gargiulo, La rivolta di Masaniello, Napoli, Museo di San Martino medico per armonizzare l’intervento con l’entità
del rischio. Indipendentemente dalla rimborsabi-
lità dei farmaci, è comunque utile calcolare il rischio e le sue variazioni nel
tempo nei pazienti diabetici mediante carte e punteggio individuale.
• Numerosi fattori di rischio concomitanti in soggetti non diabetici. Molti
soggetti non diabetici presentano un rischio stimato, secondo le carte del Ri-
schio Italiane, inferiore al 20% anche in presenza di numerosi fattori di ri-
schio concomitanti. Ad esempio, rientrano in questo gruppo gli uomini non
diabetici di età <50 anni, il cui rischio a 10 anni non risulta mai superiore al
20%, neppure in presenza di varie combinazioni di fattori di rischio. Rientra-
no in questo gruppo anche gli uomini non diabetici di età 50-59 anni, il cui
rischio a 10 anni supererà il 20% solo per valori di PA sistolica >170 mmHg
e colesterolemia >291 mg/dl nei non fumatori, ovvero, nei fumatori, per va-
lori di PA sistolica >150 e colesterolemia >291 mg/dl, ovvero per PA sistolica
>170 mmHg e colesterolemia >252 mg/dl. È chiaro che questa risulta essere
la realtà Italiana secondo i risultati del progetto CUORE, anche se questo
aspetto può essere fonte di discussione. È anche qui evidente che gli indivi-
dui con rischio cardiovascolare compreso fra il 5% e il 19% a 10 anni non
debbono essere considerati come genericamente a basso rischio, ma deb-
bono essere comunque tenuti sotto controllo, anche mediante l’implementa-
zione di adeguati stili di vita. Si potrebbe valutare la possibilità di abbassare
il valore soglia del 20% per la rimborsabilità delle statine in questo gruppo di
soggetti, anche sulla base delle considerazioni esposte nei paragrafi prece-
denti.
• Soggetti di età >70 anni in prevenzione primaria. Le carte del Rischio del
Progetto Cuore non possono essere applicate ai soggetti di età superiore ai 70
anni poiché la popolazione da cui sono state tratte non era sufficientemente
rappresentativa di questo importante strato di popolazione, peraltro in conti-
nuo aumento con il progressivo invecchiamento degli Italiani. In questo sen-
so, la modifica alla nota 13 apportata in data 31-12-2004 (G.U. 30-12-2004,
Serie Generale 305, pagina 100) recita che “Il riferimento all’età 69 anni nelle
carte del rischio, si deve intendere 69 anni e oltre; per i nuovi trattamenti nei sog-
getti con più di 69 anni il medico valuta e definisce le condizioni e i fattori di ri-
schio giustificativi dell’impiego delle statine”. Pertanto, si può interpretare la
nota 13 in questo senso:
i. Soggetti di età <70 anni già in terapia con statine (rimborsate per
una condizione di alto rischio [>20% a 10 anni]): la rimborsabilità del-
le statine dovrebbe continuare anche dopo il compimento del settante-
simo compleanno (“il riferimento all’età 69 anni nelle carte del rischio si
deve intendere 69 anni e oltre…”).
ii. Soggetti di età >70 anni non ancora in terapia con statine: la rim-
borsabilità di un trattamento con statine dovrebbe essere garantita nei
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