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5. Sono sufficienti due anni ad un Presidente per pensare ad una svolta e
caratterizzare un mandato che sia fatto di scelte forti?
Ritengo che due anni siano un periodo di tempo troppo breve per la realizza-
zione di molti obiettivi. Sono già trascorsi otto mesi dall’inizio del mio manda-
to e la sensazione è quella di avere appena iniziato a lavorare e del tempo che
scorre troppo veloce. Questo nonostante almeno 4-5
ore al giorno, parte delle ferie e tutti i fine settimana
siano dedicati all’ANMCO. Non certo inferiore al mio
è stato l’impegno di chi mi ha preceduto. Credo che
un mandato triennale, come già avviene per la FIC,
possa costituire un ragionevole compromesso tra sta-
bilità ed opportunità di rinnovamento.
Qualcuno potrebbe obiettare che è difficile per un Pre-
sidente mantenere un ritmo così elevato per tre anni.
A mio parere questo è possibile coinvolgendo mag-
giormente nell’operatività i due Vice Presidenti ed il
Presidente Designato ed affidando deleghe significative
a tutti i componenti del Consiglio Direttivo ANMCO.
Mi sembra che tutto questo stia avvenendo. Da solo
non sarei mai riuscito a mettere in cantiere tante ini-
ziative.
Un altro punto importante che affronteremo, per dare
maggior valenza al lavoro organizzativo e propositivo
del Presidente e del Consiglio Direttivo, sarà quello di
riqualificare professionalmente lo Staff di Segreteria.
Da numerosi anni tutta la Segreteria svolge con impe-
gno un importante lavoro di grande responsabilità, lo
fa con professionalità, grande conoscenza ed efficien-
za. Un vero motore che guida le complesse articola-
zioni dell’ANMCO e che è capace di assicurare la ne-
cessaria continuità, a fronte del periodico rinnovamento dei Consigli Direttivi.
Ritengo sia opportuno nell’immediato, formalizzare un ruolo di maggiore re-
sponsabilità manageriale, anche alla luce del nostro ripensamento su una figu-
ra esterna di Direttore del Centro Servizi ANMCO.
6. Come è possibile conciliare in ANMCO una necessità associativa com-
merciale (“anima manageriale”) con uno spirito di Associazione autonoma
no-profit (“anima ippocratica”). E quanto le Aziende Farmaceutiche con-
dizionano le scelte associative in tema di formazione e ricerca?
Credo che qui occorra essere molto concreti. La realizzazione di Formazione,
Ricerca e nuovi servizi per i Soci richiede risorse. Le fonti storiche di sostegno
nell’ANMCO derivano dal Congresso, dalle quote associative e dalle liberalità
provenienti prevalentemente dalle Aziende Farmaceutiche. L’acquisizione di ri-
sorse attraverso fonti alternative potrà ridurre la “dipendenza” dall’Industria
Farmaceutica. In prospettiva i fulcri strategici per l’acquisizione di risorse alter-
native a quelle storiche sono il Centro Servizi ANMCO (vendita di prodotti for-
mativi realizzati da un Centro Formazione ben organizzato, consulenze svolte
con il marchio di qualità dell’ANMCO come il progetto FISDE ecc.) e Heart Ca-
re Foundation.
Posso comunque affermare che i rapporti dell’ANMCO con le Aziende Farma-
ceutiche sono stati finora sempre caratterizzati da una non ingerenza dell’Indu-
stria nei contenuti scientifici degli eventi formativi e degli studi clinici che, gra-
zie alla riconosciuta autorevolezza del nostro Centro Studi, abbiamo sempre po-
tuto condurre in modo indipendente e con la completa proprietà dei dati.
La recente costituzione del Fondo Etico per la Ricerca rappresenta a mio pare-
re una grande svolta politica. In prospettiva l’ANMCO potrà riuscire a finanzia-
re, almeno in parte, quegli studi per i quali non esiste l’interesse da parte del-
l’Industria Farmaceutica.
7. Cosa è cambiato in ANMCO dall’istituzione di Heart Care Foundation?
Qualcosa è cambiato, ma molto resta ancora da fare. Gli obiettivi principali per
CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI 3

