Page 48 - CnO_143
P. 48
ti a carattere burocratico che la ponessero in
grado di corrispondere efficacemente ai com-
piti sempre più complessi e numerosi che
l’ANMCO si andava proponendo.
E infine l’ultima, la fase contemporanea, defini-
bile come la fase della complessità in cui i mag-
giori problemi sorgono nella conduzione delle
relazioni con le autorità sanitarie di Governo,
Titolo Titolo Titolo
con le Associazioni Internazionali e nella ge-
stione (non solo funzionale, ma anche econo-
di NOME E COGNOME
mico-finanziaria) della grande compagine orga-
nizzativa che l’ANMCO è diventata ed in cui
si articolano le sue svariate attività. È una crea-
tura in cui chi, come me, ha vissuto i suoi pri-
mi decenni di vita stenta poco a riconoscersi,
ma che testimonia le capacità degli uomini che
l’hanno guidata e portata ad essere una tra le
più rilevanti realtà associative mediche, culturali
ed organizzative, del nostro Paese.
A parer suo, la crescita della struttura bu-
rocratico-organizzativa dell’ANMCO ha
attenuato il senso di appartenenza cui lei
ha mostrato di dare tanta importanza
nella storia dell’Associazione?
Forse sì! Questo appare naturale per un’orga-
nizzazione cresciuta tanto e tanto rapidamen-
te; credo tuttavia che i dirigenti attuali dell’As-
sociazione se ne debbano preoccupare.
Lei è stato anche Direttore del Giornale
Italiano di Cardiologia. Quale è stata per
lei l’importanza di questa esperienza? Il Prof. Carlo Vecchio
La direzione del GIC è stata tra le cose più ap-
passionanti ed emozionanti della mia vita. Ave- CO. Mi è parsa a suo tempo una gratuita ri-
vo accettato l’incarico con molte incertezze e nuncia ad una parte non secondaria della pro-
timori, e questi (anche se ho sempre cercato pria identità. Resto convinto che sia stato un
di non darlo a vedere) mi hanno accompa- errore!
gnato lungo gli interi tre anni del mandato. Prof.Vecchio, nella sua storia professiona-
Quando ci penso li avverto ancora! le, Lei più di una volta si è trovato “a co-
Mi ero proposto tre obiettivi: portare l’uscita minciare da capo”. Ci vuol dire a cosa si
del GIC (che usciva a quel tempo con alcuni riferiva?
mesi di ritardo) alla parità cronologica, abbre- Mi riferivo al fatto, che per tre volte mi sono
viare il più possibile i tempi redazionali (tra trovato ad avviare reparti cardiologici in Ospe-
l’arrivo dei testi in redazione e la pubblicazio- dali diversi, partendo da zero: la prima volta
ne o, malauguratamente, la ricusazione), arric- come aiuto, le altre due avendone la respon-
chire il giornale di contributi culturali diversi da sabilità completa come primario.
quelli specificatamente tecnici (attinenti cioè Vuol ricordare con noi queste sue piutto-
alla storia della Cardiologia, alla bioetica, alla fi- sto singolari vicende?
losofia, alla sociologia della nostra professione). Lo faccio volentieri perché in qualche modo
Ho raggiunto ambedue i primi obiettivi, con il esse possono vedersi come icone illustrative
prezioso aiuto dei collaboratori della Redazio- del processo di nascita e di crescita di struttu-
ne e dei tanti revisori e ne sono molto gratifi- re cardiologiche autonome nei nostri Ospeda-
cato. Il terzo non mi è riuscito se non in mini- li. Possono cioè leggersi in senso storico gene-
ma parte. Ne conservo il rammarico. rale, non solo personale.
Così come mi resta nell’animo il cruccio per la Nel marzo del 1969, l’amministrazione del Po-
volontaria perdita del GIC da parte dell’ANM- liclinico di Pavia conferì al Prof. Bobba l’incari-
GENNAIO/FEBBRAIO 2005 - N. 143 46

