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VIA GGIO INT ORNO AL CUORE
Il tempo passa, il ricordo è storia
Con grande piacere offriamo ai Lettori nelle pagine di Viaggio intorno al Cuore, il primo di alcuni
inediti interventi di Alessandro Berti sulla storia della Medicina. Storie coinvolgenti, a tratti entu-
siaste che hanno reso possibile il progresso delle conoscenze al punto che oggi, questi racconti
rappresentano la nostra storia, ma ancor più quella dell’uomo.
Francesco Bovenzi, Gennaro Santoro
Niccolò Stenone (Copenaghen 20.1.1638 -
Schwerin 5.12.1686) alla Corte dei Medici
di Alessandro Berti - Console Generale Onorario di Danimarca
Pochi sanno che nella Cappella di destra del tran-
setto della Basilica di San Lorenzo a Firenze è se-
polto Niccolò Stenone (Niels Stensen per i dane-
si, Nicolaus Steno per gli studiosi).
Lo sanno invece molti pellegrini cattolici del Nord
della Germania (Amburgo e Schwerin) dove, l’og-
gi Beato, Stenone morì in odore di Santità a soli 49
anni.
Abbiamo cominciato a parlare di Stenone dalla fi-
ne della sua vita e ne completiamo il quadro non
senza dimenticarci che, fra non molto, Niccolò Ste-
none, se pur nato luterano, si convertì a Firenze, al
cattolicesimo prendendo poi gli ordini sacerdotali e
diventando poi Vescovo di Titiopoli.
Ma ricominciamo da capo a raccontare della vi-
cenda e delle scoperte che resero Niccolò Steno-
ne uno dei più grandi scienziati del ‘600.
Nessuno ricordava, o tutti ignoravano, dati i “seco-
li” trascorsi da quel lontano 1686, che le spoglie
mortali di Niccolò Stenone per ordine del Gran-
duca di Toscana Cosimo III (suo grande amico ed Ritratto di Niccolò Stenone, Ignoto del
estimatore) furono portate a Firenze dal veliero XVII secolo, Firenze Galleria Uffizi
“San Bernardo” in una cassa contenente “libri” e
che per volontà dello stesso Granduca furono tu- do una pecora scopre il dotto principale della
mulate nelle Cappelle Medicee dove furono poi “ghiandola parotidea” il c.d.“dotto di Stenone” do-
“riscoperte” nel 1953 e trasferite come si è detto cumentato poi anche sull’uomo.
nel transetto della Basilica di San Lorenzo. Ed è sempre in quel periodo che Stenone ap-
Molti medici conoscono invece Niccolò Stenone profondisce lo studio sulle ghiandole linfatiche e
per la sua fama di anatomo patologo anche se il dei loro vasi, sui muscoli, sul cervello e sul cuore.
suo interesse e le sue ricerche si estesero nel cor- È del 1661 la dissertazione “Intorno alle ghiandole
so di tutta la sua breve vita alla geologia e alla mi- e ai dotti salivari provenienti da queste e finora
neralogia tanto da considerarlo il padre della mo- sconosciuti”, dove Stenone approfondisce le sue ri-
derna “geologia”, così si giustifica la lapide sotto il cerche sulle ghiandole ai loro dotti, e ai suoi vasi
suo monumento eretto dinanzi l’Università di Co- linfatici.
penaghen che suona: “Nicolaus Steno, anatomicus, Ne scopre di nuove (del naso e della bocca) stu-
Geologiae fundator, servus Dei”. dia a fondo il sistema lacrimale e definisce la fun-
Stenone prende le mosse nella facoltà di medicina zione fisiologica della lacrima (umidificare occhio e
di Copenaghen ed ebbe come Maestro il Prof. T. palpebra) nonché la funzione stessa delle “ghian-
Bartlolin specializzato nello studio sulla circolazione dole”. Ma se la scoperta più nota di Stenone resta
del sangue nonché dei vasi linfatici e appassionato - come si è già ricordato - quella del “canale della
dissezionatore (arte in cui Stenone risulterà un ve- ghiandola parotide” - doctus stenonianus - (e an-
ro Maestro e che gli consentirà di pervenire alle che a questa scoperta fatta a soli 22 anni, seguì una
sue più famose “scoperte”). polemica col suo Professore di Leyda Gerardo Bla-
Nel 1660 troviamo Stenone in Olanda ed è qui sius che avutone notizia dall’allievo tentò di appro-
che le ricerche di Stenone danno i primi impor- priarsene!), di ben altra importanza furono le sue
tantissimi risultati. Il 7 aprile del 1660 dissezionan- scoperte e dissertazioni sui “muscoli” e sul “cuore”.
GENNAIO/FEBBRAIO 2005 - N. 143 48

