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Friuli Venezia Giulia
D A L L E R E G I O N I
LA CARDIOPATIA DA ANTRACICLINE
Si può curare o si deve prevenire?
di Laura Massa, Chiara Lestuzzi, Elda Viel, Nereo Meneguzzo, Gianfranco Sinagra
Numerosi farmaci antineoplastici hanno dimostrato essere estremamente effica-
ci nel curare diversi tipi di tumore. Tuttavia il loro elevato potere terapeutico è as-
sociato anche ad attività tossica verso alcuni tessuti sani dell’organismo, tra cui il
cuore.
I chemioterapici più noti storicamente, ma anche i più usati, sono le antracicline,
antibiotici citostatici che inibiscono la sintesi degli acidi nucleici legandosi alle ca-
tene del DNA ed impedendo la normale attività del RNA e
Le antracicline possono delle DNA polimerasi. L’effetto tossico a livello del muscolo
cardiaco sembrerebbe però imputabile alla perossidazione dei
indurre una cardiopatia
lipidi e alla generazione di radicali liberi attraverso la forma-
ipocinetica con conseguente
zione di complessi con il ferro.
sviluppo di scompenso Le antracicline, tra cui ricordiamo la doxorubicina, l’epia-
cardiaco congestizio driamicina, la daunomicina, il mitoxantrone, possono indur-
re una cardiopatia ipocinetica con conseguente sviluppo di
scompenso cardiaco congestizio. Alcuni studi hanno evidenziato un danno tossi-
co anche subclinico a livello del miocardio , documentato da alterazioni della fa-
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se diastolica o da deflessioni della funzione sistolica del ventricolo sinistro, senza
evidenza clinica di scompenso cardiaco. L’incidenza della cardiotossicità subclini-
ca può superare il 30%, mentre le
Tabella 1
forme clinicamente evidenti sono
molto più rare: 1-3% nel complesso
dei pazienti trattati, anche se posso-
no raggiungere il 10-15% in sotto-
gruppi particolari che ricevono do-
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saggi elevati .
Esiste infatti una dose massima con-
sigliata delle diverse antracicline, al
di sopra della quale, il rischio di svi-
luppare una cardiopatia ipocinetica
aumenta linearmente con la dose del * al di sopra di questi dosaggi il rischio cardiotossico è elevato
farmaco (tabella 1).
Alcuni pazienti, probabilmente più predisposti, possono comunque sviluppare
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tossicità anche a dosaggi più bassi (<400 mg/m di doxorubicina) .
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La cardiotossicità da antracicline non è un problema irrilevante poiché, per il pro-
lungamento della sopravvivenza dei pazienti oncologici, aumenta sempre più il
numero di soggetti che possono sviluppare recidive tardive o secondi tumori e
quindi cardiotossicità da nuovi trattamenti.
Le condizioni predisponenti lo sviluppo di una cardiopatia da antracicline sono:
- elevata dose cumulativa del chemioterapico
- associazione con altri farmaci citotossici (per esempio ciclofosfamide) 4
- elevata concentrazione ematica del farmaco 5
GENNAIO/FEBBRAIO 2005 - N. 143 42

