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Intervista al Prof. Carlo Vecchio
di FRANCESCO CHIARELLA
Prof. Vecchio, lei ha dedicato all’ANMCO Credo che questa sia la cosa da tenere più
tanti anni di lavoro appassionato. Quali cara!
sono state le motivazioni di questa sua Essendo stato uno dei primi Presidenti
scelta? dell’ANMCO, pensa di poter distinguere
Fin da quando, dopo una dozzina d’anni di pra- le caratteristiche dei diversi Presidenti
tica di medicina generale nell’Istituto di Patolo- che nel tempo l’hanno guidata?
gia Medica a Pavia, cominciai ad occuparmi in Ritengo utile, o almeno interessante, una opi-
modo esclusivo di cardiologia, ero convinto nione non tanto sulle caratteristiche dei diver-
della necessità che, anche in Italia, sorgesse e si si Presidenti, quanto su ciò che distingue i dif-
sviluppasse una rete di strutture cardiologiche ferenti periodi del loro lavoro.
indipendenti ed autonome dalla medicina in- Devo però correggere una inesattezza conte-
terna. Per ragioni epidemiologiche e logistiche, nuta nella domanda: io non sono stato tra i
ed in quel momento anche culturali, ritenevo primi Presidenti dell’ANMCO, ai quali soli
che i nodi di tale rete avrebbero dovuto avere spetta il riconoscimento di “fondatori”. Sono
sede d’obbligo negli Ospedali ed in particolare quelli cui si deve la nascita dell’Associazione in-
negli Ospedali pubblici. Questa esigenza era in- torno ai principi che ho già delineato ed il suo
terpretata al meglio dai fondatori dell’ANMCO radicamento nel mondo cardiologico del no-
che nel suo Statuto avevano posto la colloca- stro Paese. Ad essi va il merito di aver reso
zione certificata in istituzioni ospedaliere, pub- evidenti e comprensibili le ragioni dell’aggrega-
bliche ed autonome come condizione sine qua zione e la loro necessità ed utilità per i singo-
non per i propri iscritti. Associarmi a loro e con li gruppi che si stavano formando e per la car-
loro lavorare mi fu naturale; trovarmi in un am- diologia italiana nel suo complesso.
biente culturale tanto motivato e coerente con Appartengo ad un secondo gruppo di Presi-
i miei pensieri fu incentivante a continuare. denti, venuti dopo, cui credo vada riconosciu-
La sua presenza attiva ai diversi livelli ta l’opera di consolidamento dell’ANMCO, da
della vita dell’Associazione è durata per allora sempre più protagonista della crescita
oltre 25 anni. Quali cose le sono più care della cardiologia italiana. Sono persone che si
di quel lungo periodo? sono spese in faticose “visite” nelle varie sedi
Senza dubbio il veder crescere l’ANMCO e ospedaliere del Paese, laddove si riscontrava
(mi si perdoni l’immodestia) l’aver contribuito utile l’intervento dei dirigenti associativi a ren-
a questa crescita. Sono stati anni di fervore in- dere palesi ed operanti condizioni motivanti
tellettuale e di tensione emotiva. È stata per l’adesione all’ANMCO. In questa fase di cresci-
me una “bella storia”, con molti motivi di gra- ta, gli studi GISSI che si sono svolti in quegli an-
tificazione e solo qualche piccola amarezza, ni, hanno avuto un ruolo sostanziale nel far
causata in genere dal non riuscire sempre a far maturare in noi tutti il comune senso di ap-
intendere, tutte ed a tutti, le ragioni delle de- partenenza e nel darci coscienza della capacità
cisioni di volta in volta prese. e possibilità di svolgere una funzione culturale
Ho vissuto l’ANMCO come la casa di tutti i essenziale per tutta la cardiologia italiana
cardiologi degli Ospedali italiani e come la mia (compresa quella di area universitaria).
casa; quella dove ho incontrato uomini di qua- Ne è seguita una terza fase che chiamerei di
lità spesso non comuni e dove mi è stato pos- sviluppo, durante la quale si è venuta determi-
sibile fare di alcuni di essi gli amici che ancora nando la necessità di costruire ed organizzare
conservo. i servizi dell’Associazione e di creare strumen-
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