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La HCMA è essenzialmente un gruppo di supporto     iniziate ai tempi di Bethesda, e dalla determinazione di
            per pazienti che utilizza Internet per facilitare la comu-  alcuni Cardiologi ad investire del tempo negli Stati
            nicazione e la trasmissione di informazioni accurate  Uniti, è derivato un beneficio sostanziale per centinaia
            riguardanti la cardiomiopatia ipertrofica. Attraverso la  se non migliaia di pazienti con cardiomiopatia ipertro-
            HCMA, i pazienti sono in grado di interagire tra loro, e  fica in Italia, grazie alla competenza sviluppata in segui-
            si creano collegamenti tra pazienti e Cardiologi con  to nei centri di Genova e di Firenze.
            competenze specifiche nella loro malattia. La HCMA è  Cos’è che ti resta più difficile da capire del
            presente a tutti i congressi cardiologici nazionali ameri-  nostro sistema accademico-scientifico? Quali
            cani (American Heart Association, American College  sono le cose che cercheresti di cambiare?
            of Cardiology, Heart Rhythm Society, ed altri). Inoltre,  Non vorrei essere così presuntuoso da offrire consigli
            l’Associazione organizza ogni anno il proprio meeting  sul vostro sistema.Non sono nemmeno sicuro di capir-
            nazionale nel New Jersey, a giugno, che vede una folta  lo abbastanza da poterlo fare, nonostante tutti i miei
            partecipazione di pazienti e medici-oratori.Tutti questi  contatti con la Cardiologia italiana.Tuttavia, sono sem-
            canali hanno portato ad un miglior livello di comunica-  pre stato sorpreso dalla mancanza di programmi strut-
            zione nei riguardi di una malattia che ha a lungo soffer-  turati in modo preciso per quanto riguarda la forma-
            to di notevoli incomprensioni. È importante ricordare  zione post-laurea (cioè qualcosa che corrisponda ai
            che la cardiomiopatia ipertrofica è di gran lunga la car-  programmi di internship, residency, e fellowship negli
            diopatia genetica più comune; i nostri dati mostrano  Stati Uniti). È un po’ difficile capire come fanno i
            che un individuo su 500 nella popolazione generale è  Cardiologi italiani a diventare clinici e ricercatori esper-
            portatore della malattia. Una tale prevalenza è decisa-  ti in assenza di un percorso formativo di questo tipo.
            mente superiore ad altre malattie genetiche che, per  Beh,fortunatamente le cose sono cambiate in
            qualche ragione, sono molto più radicate nella coscien-  meglio negli ultimi anni. Speriamo che tu
            za del grande pubblico. La HCMA è una grande risor-  possa apprezzare la differenza nelle nuove
            sa per i pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ed i loro  generazioni! Passando a cose più amene, qual
            medici, ed è una realtà in le cui possibilità e la cui  è il tuo posto preferito in Italia? C’è un ricor-
            influenza sono in costante espansione.             do particolare che vuoi condividere con noi?
                                                               Naturalmente sono stato in Italia molte volte – non
            UNA FINESTRA SULL’ITALIA                           sono sicuro di ricordare il numero – sono stato in
            Barry, hai sempre avuto molte collaborazioni       molte parti del Paese, ed ogni volta è stata un’espe-
            con Cardiologi italiani, ed hai ormai stabilito    rienza veramente piacevole. Continuo ad essere affa-
            un legame particolarmente stretto col nostro       scinato da Venezia, anche se ci sono stato 10 o 12
            Paese nel corso degli anni. Come mai, secon-       volte. E ci sono molte più cose da vedere nel Veneto di
            do te, così tanti dei miei connazionali guarda-    quanto il turista americano sia in grado di apprezzare
            no a te come loro maestro?                         in una visita di 3-4 giorni. Naturalmente, anche Firenze
            Beh, per rintracciare l’inizio di questa catena di collabo-  è una città assolutamente unica.
            razioni è necessario tornare indietro di circa 25 anni.
            Tutto è cominciato col Dott. Paolo Spirito, che venne  SULLO SCRIVERE
            da Genova ai NIH, ed ha lavorato con me, con qualche  Sei uno degli scrittori più esperti e prolifici
            intervallo, per circa cinque anni, contribuendo a nume-  della comunità cardiologica, e un grande tutor
            rosi studi sulla cardiomiopatia ipertrofica. Poco dopo  per i giovani. Puoi dirci come inizi a scrivere
            Paolo venne da Firenze il Dott.Franco Cecchi;anche lui  un lavoro, quando hai una nuova idea? So che
            ha lavorato all’istituto di cardiologia dei NIH, lavorando  hai le tue personali Regole Auree; vuoi condi-
            con me su vari progetti.Ambedue questi colleghi, ritor-  viderle con noi?
            nando in Italia, hanno fatto nascere importanti centri  Scrivo ancora con lo stesso metodo che usavo molti
            per la diagnosi e la terapia della cardiomiopatia iper-  anni fa. Per prima cosa butto giù la prima bozza del
            trofica. Poi, naturalmente, hai cominciato anche tu a  lavoro su un blocco, a mano. Poi chiedo alla mia fida
            lavorare con Franco, a Firenze, ed hai avuto modo di  segretaria di iniziare a trascrivere quella che sembra
            passare del tempo con me a Minneapolis… per impa-  essere una serie infinita di revisioni. Non ho mai impa-
            rare a fare ricerca in questo settore. È interessante  rato a usare il computer per scrivere perché mi è sem-
            riflettere sul fatto che da queste prime collaborazioni  pre sembrato riduttivo. Per apprezzare la scorrevolez-


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