Page 54 - CnO_144
P. 54

VIA GGIO INT ORNO  AL CUORE

               SEMPRE A PROPOSITO DI NICCOLÒ STENONE

               “Belle sono le cose che si vedono,
               più belle quelle che si sanno,
               molto più belle quelle che si ignorano”


               di Alessandro Berti - Console Generale Onorario di Danimarca

               È una riflessione di Niccolò Stenone quella sopra
               riportata che racchiude in sé l’essenza del pensie-
               ro di questo grande scienziato del ’600.
               Ma riprendendo ora il discorso sulle opere e sul-
               le scoperte di Niccolò Stenone dopo aver illu-
               strato, ancorché sommariamente (i suoi studi e le
               sue scoperte sul cuore argomento questo di mag-
               giore interesse per i lettori di questa rivista), non
               si può ignorare i tanti altri studi sempre nel cam-
               po medico, che fanno grande la figura dello Ste-
               none.
               Questi, sbarcato in Toscana ed entrato nella pro-
               tezione dei Medici, trova qui il più ampio materia-
               le per proseguire i suoi studi anatomici. I possedi-
               menti medicei (vedasi Artimino) erano un’enorme
               fonte di animali quali cervi e caprioli atti alla dis-
               sezione; mentre, potendo contare sulla guida del
               suo amico “spedalingo” Ludovico Incontri e del-
               l’Arcispedale di Santa Maria Nuova gli veniva of-
               ferta con facilità l’osservazione dell’anatomia ca-
               daverica umana.
               Qui infatti era più facile che in altri Paesi Europei
               di avere a disposizione reperti umani cosicché per
               favorire l’attività di dissezione anatomica, il Viviani  fessione “sincera e pubblica” e cioè che intorno al-  Il “Teatro
               ottenne per Stenone dal Granduca di Toscana un  l’anatomia del cervello “non ne so nulla”.  anatomico” di Leida,
               alloggio nelle stanze posteriori al Palazzo Vecchio.  Partendo dunque da un’affermazione di “ignoran-  dove Stenone operò,
               Vi è da rilevare preliminarmente che Stenone a Fi-  za” (non solo sua) (e Stenone ribadisce il princi-  diventando un
               renze poteva contare fra l’altro su amici sinceri  pio che non si può lavorare di fantasia, come mol-  anatomico di fama
               della portata di Francesco Redi, del Malpighi e del  ti fanno, ma ci si deve attenere scrupolosamente  europea (stampa del
               Magalotti ingegni fra i migliori in Europa e ovun-  alla “osservazione”), fa studi approfonditi sulle dis-  1620)
               que noti. Fra gli altri si può anche ricordare Car-  sezioni possibili in quanto, tagliato semplicemente,
               lo Dati, che era Segretario dell’Accademia della  il cervello non porta ad alcun risultato mentre
               Crusca, e Lorenzo Bellini, Professore di Anatomia  svolgendo le ripiegature vi è una valutazione più
               a Pisa e medico personale del Granduca di Tosca-  precisa ancorché imperfetta.
               na.                                   Le osservazioni lo portano a ritenere che la vera
               In un ambiente così colto e raffinato Stenone  dissezione dovrebbe consistere nel seguire i filetti
               poté così proseguire in tutto agio le proprie ri-  nervosi attraverso la sostanza del cervello per ve-
               cerche e comunicare via via al suo maestro le  dere dove passano e dove finiscono. Ma tutto il
               “scoperte” o i risultati ai quali perveniva.  discorso sul cervello non è che il seguito della
               Uno dei  primi studi più importanti compiuti da  presa di coscienza confessata, di non sapere nien-
               Stenone dall’inizio del suo soggiorno fiorentino è  te a parte la serrata critica che Stenone rivolge a
               sull’utilizzazione della matematica per gli studi del-  Cartesio ed a Willis che era forse a quell’epoca il
               la funzione muscolare.                più famoso sugli studi del sistema nervoso.
               Nel 1667 esce così l’”elementorum myologiae  Quindi Stenone non dà definizioni, non arriva a
               specimen”.                            conclusioni ma, utilizzando la propria tecnica di
               Ci siamo già soffermati sugli studi di Stenone re-  dissezione adotta un metodo che secondo lui era
               lativi al cuore e alla sua struttura ma Stenone ave-  l’unico possibile per  conoscere le funzioni di que-
               va rivolto la sua attenzione anche al cervello ed è  sto organo ancora oggi misterioso. E le sue os-
               famoso e magistrale il discorso sul cervello tenu-  servazioni e le sue avvertenze relative alla tecnica
               to da Stenone a Parigi alla presenza dei più noti  di dissezione del cervello sono ancora oggi utili.
               scienziati ed accademici del momento nel circolo  Ma tanti e preziosi ancora oggi furono gli studi e
               del Thévenot.                         le osservazioni anatomiche di Stenone così la de-
               La prima osservazione che Stenone fa è una con-  scrizione dell’origine del sudore dalle ghiandole;




                   MARZO/APRILE 2005 - N. 144  52
   49   50   51   52   53   54   55   56   57   58   59