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FORUM               PIÙ SPAZIO AI GIOVANI NELL’ANMCO





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                 Su questo numero pubblichiamo molto volentie-
                 ri una lettera di Rachele Adorisio inviata al Gior-
                 nale per il Presidente dell’ANMCO. L’associata
                 avanza una forte e pressante domanda di mag-
                 giore sensibilità e attenzione associativa verso i
                 giovani cardiologi italiani, raccogliendo diligente-
                 mente l’auspicio di un più forte coinvolgimento
                 di questi nel futuro dell’ANMCO, come espres-
                 so nella recente intervista al Dott. Giuseppe Di
                 Pasquale pubblicata nello scorso numero del
                 Giornale.
                 Ci è sembrato opportuno pubblicare anche la ri-
                 sposta del Presidente, con l’augurio che queste
                 testimonianze possano rappresentare un forte
                 stimolo ed incoraggiamento per altri giovani a
                 scriverci, esprimendo idee, dando suggerimenti,
                 supponendo modelli partecipativi che vivano
                 nell’ottica di un protagonismo associativo pari-
                 tetico, garante di credibilità e di attenzione per
                 i contenuti attesi e le proposte formulate.
                 Questo primo passo contribuirà a condurci più
                 rapidamente a quell’atteso brainstorming delle
                 “migliori energie” ipotizzato dal Presidente e
                 premessa alla creazione di un’ANMCO dei giovani cardiologi italiani. Un vero “insieme” che sia capace di offrire nuo-
                 vi stimoli, di raccogliere nuove sfide, di valorizzare l’impegno, le capacità, la partecipazione e la voglia di lavorare per
                 costruire un nuovo domani per l’ANMCO.



                                                                                       Roma, 18 marzo 2005
                 Egr. Dott.
                 Giuseppe Di Pasquale
                 Presidente ANMCO

                 Gentile Presidente,
                 Le scrivo dopo aver letto le Sue dichiarazioni nell’intervista pubblicata sull’ultimo numero di “Cardiologia negli Ospe-
                 dali”. Ho accolto con sorpresa lo spazio che Lei ha intenzione di dedicare a noi giovani cardiologi e pertanto mi so-
                 no sentita di scriverLe: finalmente qualcuno che ci dia considerazione. In un momento in cui molti di noi si trovano
                 all’indomani del conseguimento del tanto agognato diploma, confusi da una università fatiscente e baronale ed in
                 preda al desiderio di inserirsi in strutture pubbliche che offrono solo possibilità per sforzi volontaristici o per impie-
                 ghi precari, siamo sempre in corsa verso strutture private che certo non promuovono qualità, aggiornamento e ri-
                 cerca. Confrontandosi con altre società spero che finalmente l’ANMCO apra una possibilità reale di inserimento per
                 noi, dispersi tra i tanti lavori per mantenersi.
                 Vorrei sottolinearle le notevoli carenze informative in cui versiamo per l’avvicinamento ad una società di notevole ri-
                 levanza, quale l’ANMCO e con notevole vantaggio per le piccole società di settore. Pochi sono anche gli spazi pro-
                 positivi a livello regionale e con scarse capacità di accoglienza. Le Sue parole di incoraggiamento per stimolare For-
                 mazione, Congresso, Ricerca cadono nel vuoto visto che non esistono borse di studio per le ricerche proposte dai più
                 giovani, non esistono riconoscimenti di merito per quanti di noi conducono ricerche sia a livello nazionale che inter-
                 nazionale. Una società come l’ANMCO potrebbe sicuramente far ricorso alle sue notevoli e prestigiose risorse in ter-
                 mini umani e culturali, per offrire qualcosa di più come corsi e master al fine di incentivare un reale miglioramento
                 della qualità professionale di cui sicuramente si gioverebbero tutti, anche i meno giovani. E’ triste osservare che alla
                 fine l’unico modello culturale di riferimento rimanga un sistema universitario, pesante ed obsoleto. Spero che sia fi-
                 nalmente venuto il tempo in cui i giovani debbano fornire solo entusiasmo ed energia a chi ormai l’ha esaurito. Pen-




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