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Figurare la Parola
a cura di Francesco Bovenzi
Al tocco di quelle mani
leggere il suono dei tamburi era insieme
profondo e straordinariamente morbido. Ho pensato che
poteva assomigliare alla voce di un padre gigante e amorevole.
Jibril mi ha invece spiegato che quei tamburi imitano la voce del cuore.
Quei tamburi imitano la voce del cuore. Quei tamburi vengono suonati ogni vol-
ta che è necessario dare forza al cuore di qualcuno. Quando nasce un bambino, ad
esempio, per il suo cuore e per il cuore della famiglia che lo crescerà. O quando un ma-
lato è così grave che il suo cuore non è più sufficiente a tenergli in petto la vita e gli è ne-
cessario un cuore esterno, che lavori al posto del suo, troppo affaticato. Quando il tamburo
suona per un bambino, dice ancora Jibril, al suo suono si abbeverano e traggono forza anche i
cuori dei giovani che vogliono innamorarsi. “Abbeverarsi”, ha usato proprio questa parola.
DA “IL VIAGGIATORE NOTTURNO” DI MAURIZIO MAGGIONI - PAG. 27-28 - COLLANA I NARRATORI ED. FELTRINELLI
L’unico momento in cui mi sono reso conto di fare qualcosa di di-
verso è stato quando ho tenuto tra le mani il cuore appena tolto
al paziente. Il muscolo cardiaco non era più nella sua sede na-
turale e questo mi pose di fronte ad una situazione del tut-
to diversa, eccezionale, perchè avevo portato via il
cuore ad una persona ancora viva ...
CHRISTIAN BARNARD
MARZO/APRILE 2005 - N. 144 56

