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sponsor, che possono deciderne la diffusione o meno in funzione dei propri in-
teressi commerciali;
• I ricercatori dichiarino i propri potenziali conflitti di interessi derivanti da rap-
porti di consulenza o di collaborazione commerciale con gli sponsor;
• Le riviste scientifiche si impegnino a promuovere il rispetto di queste regole
chiedendo agli autori di articoli di dichiarare in modo trasparente il ruolo svol-
to da essi nel progetto, di chi è stata la responsabilità della analisi dei dati;
• Le riviste stesse devono impegnarsi alla trasparenza e i membri dei loro comi-
tati editoriali devono impegnarsi a rivelare i propri potenziali conflitti di inte-
resse.
La preoccupazione per la preponderanza di ricerche finanziate da industrie far-
maceutiche non deriva da una sfiducia nelle stesse, cui anzi va riconosciuto il me-
rito di sostenere la gran parte della ricerca clinica in una situazione di endemico
disimpegno delle istituzioni pubbliche. Preoccupa, tuttavia, la crescente tenden-
za con cui sono gli sponsor ad individuare i quesiti di ricerca, gestire le analisi
dei dati e avocare il diritto a controllare la pubblicazione o meno dei risultati. So-
stituendosi, cioè, al ruolo che dovrebbero invece esercitare, liberamente e senza
condizionamenti, i ricercatori clinici.
Alla luce di questa importante iniziativa dei direttori delle riviste mediche, le or-
ganizzazioni firmatarie di questo Appello si fanno promotrici di un’iniziativa cul-
turale ed etica tendente a impegnare le Società Scientifiche italiane, i Direttori Ge-
nerali delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere e i Comitati Etici Locali in azioni
utili a rendere maggiormente affidabili e credibili i risultati degli studi clinici con-
dotti in Italia.
In particolare, i promotori richiedono ai propri membri, ed agli individui ed or-
ganizzazioni che si riconoscono in questo Appello, di prestare la massima atten-
zione, e attivare le misure necessarie, perché vengano scoraggiate quelle ricerche
nelle quali:
• il ricercatore non abbia l’autonomia decisionale nella scelta del protocollo del-
la ricerca;
• il ricercatore non abbia la disponibilità di accedere autonomamente e in modo
indipendente a tutti i dati raccolti nel corso della ricerca;
• sia previsto, da parte dello sponsor, un potere di vincolo alla pubblicazione dei
risultati;
• non sia reso esplicito l’eventuale conflitto di interessi con lo sponsor;
• l’obiettivo scientifico sia secondario all’interesse commerciale dello sponsor o
si tratti di una mera ripetizione di ricerche identiche già pubblicate.
Inoltre, poiché nella presentazione e divulgazione dei risultati delle ricerche le ri-
viste scientifiche hanno un ruolo fondamentale negli editoriali, nella selezione de-
gli articoli da pubblicare e nella applicazione dei criteri qualitativi, i direttori di
riviste scientifiche ed in particolare quelle considerate organi di Società Scientifi-
che devono impegnarsi a dichiarare in modo trasparente la sussistenza di poten-
ziali conflitti di interesse che riguardino sia loro stessi che l’intero staff editoriale.
Si invitano quindi le Società Scientifiche ad aderire formalmente a questo Appel-
lo e ad impegnarsi a diffonderlo attraverso tutti i canali (riviste, newsletter, siti
web, sessioni ad hoc nel corso dei propri congressi scientifici) in modo da poter
arrivare ad un programma di azione per la definizione di regole esplicite di com-
portamento.
Una prima iniziativa in tal senso è stata fissata a Roma per il giorno
17 maggio 2002 presso l’Istituto Superiore di Sanità.
I Promotori dell’Appello
Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE), Associazione Italiana di Oncologia Medica
(AIOM), Centro Cochrane Italiano (CCI), Editore Zadig, Federazione Italiana di Cardiologia
(FIC), Società Italiana di Ematologia (SIE), Società Italiana di Medicina Interna (SIMI)
MAGGIO 2002 - N. 127 14

