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mento). In centri ben organizzati per il trat-
tamento delle urgenze ed emergenze, sia a
livello interventistico che chirurgico, con ap-
proccio aggressivo ma equilibrato nella se-
lezione dei pazienti da trattare con PTCA e
quelli da trattare con chirurgia, circa il 40%
degli interventi di BPAC isolati sono costi-
tuiti da S.C.A.
La corretta interpretazione dei trials (PUR-
SUIT,ARTS, SOS, etc.) è necessaria per evi-
fig. 2
tare momenti di possibile confusione nella
scelta del tipo di rivascolarizzazione (PTCA
vs Chirurgia).
LA CHIRURGIA NELLE S.C.A. SEN-
ZA SOPRASLIVELLAMENTO ST
Le indicazioni non possono prescindere da
una corretta stratificazione del rischio. Sono
a rischio elevato i pazienti :
1) Con angina resistente alla terapia medi-
ca;
fig. 3
2) Con segni o sintomi di insufficienza ven-
tricolare sinistra;
3) Stabilizzati con terapia medica ma con
indicatori di alto rischio quali:
a) ECG con ST sottoslivellato > 1,5 mm
in più derivazioni;
b) ECG con T negative anteriori;
c) ischemia transitoria silente al monito-
raggio ECG;
d) disfunzione V.S. all’ecocardiografia .
La positività della troponina associata ad
ognuna delle precedenti condizioni, costitui-
fig. 4
sce un indicatore aggiuntivo di rischio. La co-
ronarografia, “obbligatoria” in queste condi-
zioni, seleziona i pazienti da avviare alla tera-
pia medica, alla PTCA o alla chirurgia (fig. 2).
La chirurgia allo stato attuale attuale risulta
appropriata nelle condizioni riportate nella
fig. 3.
LA CHIRURGIA NELLE S.C.A. CON
SOPRASLIVELLAMENTO ST
La rivascolarizzazione chirurgica ha un ruolo
ben definito in queste condizioni, le stesse li- fig. 5
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