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                                                 www.anmco.it/ita/htm/attivita/aree/archir.htm



                              nee guida ACC/AHA la ritengono appro-
                              priata nelle condizioni riportate nella fig. 4.
                              Una proposta di percorso diagnostico tera-
                              peutico che tenga conto di una organizza-
                              zione del Dipartimento cardiologico di rife-
                              rimento e delle esigenze del bacino terri-
                              toriale di riferimento è schematizzata nella
                              fig. 5.
                              L’applicazione di una strategia ibrida rtPA
                              (1/2 dose) + IGP II/b/IIIa con  emivita bre-
                                                                         fig. 6
                              ve può essere un giusto compromesso tra
                              le esigenze del cardiologo, dell’interventista  larizzazione “parziale” con PTCA primaria o
                              e del chirurgo.                            di salvataggio e l’impiego appropriato di
                              I punti da definire (fig. 6) sono:         trombolitici e inibitori IGP IIb/IIIa in vista del
                              la gestione dei pazienti con malattia multi-  successivo percorso terapeutico che non
                              vasale in cui sia stata ottenuta una rivasco-  deve mai escludere la chirurgia.


          Area   EMERGENZA-URGENZA                                                              di Francesco Chiarella














          PROGRAMMA DELL’AREA EMERGENZA-URGENZA






                              Gli studi epidemiologici e le stime basa-  talità pre-ospedaliera, che persiste elevatis-
                              te sui dati dello studio MONICA e dell’I-  sima. Per il paziente con infarto miocardico
                              STAT dimostrano la rilevanza della  car-   acuto le ore più critiche sono quelle suc-
                              diopatia ischemica e dell’arresto car-     cessive all’esordio dei sintomi, sia per il ri-
                              diaco nel nostro Paese. Ad essi viene at-  tardo evitabile - ma non evitato - con
                              tribuita la maggior parte dei decessi: delle  cui giunge all’UTIC, sia per le difficoltà or-
                              160.000 persone che ogni anno sono col-    ganizzative che ancora impediscono l’ac-
                              pite da attacco cardiaco, una su quattro   cesso in tempo utile ad una sala di emodi-
                              non sopravvive e, in oltre la metà dei casi  namica. Nonostante il continuo affinamen-
                              la morte avviene prima di raggiungere l’O-  to degli strumenti terapeutici le sindromi
                              spedale. Alla riduzione della mortalità    coronariche acute continuano ad esse-
                              ospedaliera per attacco cardiaco, consegui-  re una delle cause più importanti di mor-
                              ta nel corso degli ultimi anni, non ha corri-  bidità e mortalità e sono tutt’ora gravate
                              sposto una significativa riduzione della mor-  da una prognosi sfavorevole. Negli ultimi



                  CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI  15
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