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Francesco Clemenza incontra Enrico Geraci


                                                   di FRANCESCO CLEMENZA

                                                              medico e mio grande amico, e poi da una serie di
                                                              collaboratori di grande spessore professionale e
                                                              morale che costituirono un gruppo di eccellente
                                                              livello, e in poco tempo si realizzò un reparto ben
                                                              organizzato. Va ricordato che ben presto in altri
                                                              Ospedali di Palermo si svilupparono altre ottime
                                                              Divisioni di Cardiologia, con le quali noi del “Cer-
                                                              vello” cercavamo di interagire sul piano culturale
                                                              e operativo. La conseguenza fu che nel giro di po-
                                                              chi anni si ridusse notevolmente il gap esistente ri-
                                                              spetto al Nord, e si ridusse parallelamente il flus-
                                                              so di pazienti costretti ad emigrare per fruire non
                                                              soltanto di interventi cardiochirurgici ma anche di
                                                              una semplice coronarografia. Peraltro al “Cervello”
                                                              si svilupparono in pochi anni altre importanti
                                                              branche mediche, ed esso divenne un Ospedale
                        Un gruppo di notabili (vecchie glorie) ANMCO.  polispecialistico importante.
                        Da sinistra e dall’alto: Enrico Geraci, Carlo
                        Vecchio, Pasquale Solinas, Eligio Piccolo, Pier  D. Lo sviluppo del “Cervello” ebbe quindi una fun-
                        Filippo Fazzini, (il compianto) Giorgio Feruglio,  zione catalizzatrice nei confronti della crescita omo-
                        Fausto Rovelli, Enzo Masini
                                                              genea di un intero movimento cardiologico. Ciò fa
                                                              presupporre un sostanziale consenso ed il riconosci-
                        D. La Divisione di Cardiologia che lei ha “fondato”  mento di una leadership almeno sul piano culturale.
                        e diretto (quella dell’Ospedale “Cervello” di Palermo)  Come spiega questo, in un ambiente come quello
                        ha simboleggiato per molti cardiologi siciliani della  medico solitamente caratterizzato da una certa
                        mia generazione il processo di evoluzione della car-  competizione, se non da conflittualità?
                        diologia ospedaliera regionale, in termini di autono-  R. Penso che buona parte del merito sia da at-
                        mia culturale dall’Università e di sprovincializzazione  tribuire alla qualità del gruppo costituito dai miei
                        nei confronti delle strutture del Nord. Può ricostruire  collaboratori del “Cervello”, e alla loro grande
                        storicamente la nascita di quell’esperienza?  correttezza nei rapporti con i Colleghi degli altri
                        R. Già da studente e fino al 1970 ho lavorato  Ospedali. Poi al fatto che molti dei Cardiologi de-
                        presso la Patologia Medica dell’Università di Paler-  gli altri Ospedali del comprensorio avevano avu-
                        mo, poi eventi che non voglio citare mi indussero  to precedenti rapporti di collaborazione con me
                        a concorrere per il Primariato di una Divisione di  o erano miei amici. Ma momenti fondamentali fu-
                        Cardiologia che veniva istituita presso quello che  rono certamente i contatti interospedalieri, sia di
                        allora era soltanto un nosocomio di tipo Sanato-  tipo culturale che organizzativo, che si cercava di
                        riale, ma per il quale era stata progettata la tra-  mantenere anche con frequenti riunioni.Tuttora i
                        sformazione in Ospedale Generale, il “Cervello”.  Seminari Palermitani di Cardiologia, che riunisco-
                        Fu una scelta tutt’altro che semplice: dal punto di  no al “Cervello” i Cardiologi del palermitano e di
                        vista affettivo era un trauma, perché ero molto le-  Ospedali di province limitrofe l’ultimo giovedì del
                        gato alla struttura universitaria, cui avevo dedicato  mese, hanno molto successo.
                        grande passione e dove sembravo destinato a
                        grandi traguardi; dal punto di vista professionale  D. Negli anni successivi che cosa è cambiato da
                        era un’avventura molto rischiosa, perché la Car-  questo punto di vista?
                        diologia al “Cervello” era da mettere in piedi da  R. Vi è stata una ulteriore crescita di tutta la Car-
                        zero, e la dimensione di Ospedale Generale era  diologia palermitana (includo la Cardiochirurgia),
                        in fase embrionale, con tante incognite. Per fortu-  che oggi è in media di assoluto livello nazionale,
                        na ebbi il sostegno di un forte Direttore Sanitario  e il gap con le strutture del Nord è stato del tut-
                        e fui raggiunto subito da Giovanni Serio, grande  to annullato.




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