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detto che l’operazione sarebbe possibile solo all’età di 14 anni, ma non sarebbe
arrivata mai a quell’età”.
In pochi istanti, la mia iniziale perplessità svaniva. Era bastato pensare al mio
bambino…..ed a quei genitori per i quali la cosa importante era vedere diven-
tare grande quel “Cuore”. Cosa fare? Come trovare i mezzi? Mentre ascoltavo
Liana al telefono riuscivo sempre meno a concentrarmi su come avrei potuto
spiegarle che HCF come fondazione di ricerca, non ha i mezzi per sostenere
questi progetti, tipici delle organizzazioni umanitarie. Simili motivazioni vale-
vano anche per l’ANMCO. Dentro di me sentivo crescere la consapevolezza di
non rinunciare neanche a quel filo di speranza. Dovevo tentare qualcosa. E co-
sì le ho risposto: “mi lasci il telefono mi mandi la cartella della bambina, la ri-
chiamo tra un’ora”.
Questa è la storia di un piccolo Cuore che batte,
ma con lui ha presto cominciato a battere forte
anche il mio. Dove lavoro di cuore si parla tutti
i giorni, ma non in questo modo, anche se qui
tutte sappiamo che la parola cuore simboleggia
quell’universale intreccio tra corpo e anima. De-
terminata ho ripreso il telefono, ho chiamato il
mio amico Francesco. Lui mi ha ascoltato in si-
lenzio, guidava, ma è bastato poco per capire che
ci avrebbe dato l’anima in questa storia. Mi disse
solo questo: “Giulia, non ti preoccupare, si farà,
per prima cosa occorrerà cercare un Cardiochi-
rurgo disponibile! Provo a cercarlo, dammi un
giorno di tempo” “Si, caro Dottore, gli ho rispo-
sto, ma non basta! La bambina sta a Bucarest e
manca la disponibilità economica per farla entra-
re in Italia”. A questo punto la sua risposta fu
concisa, di quelle che non danno il minimo spa-
zio ad una replica: “un passo alla volta!”
Così è stato, telefonate, contatti, promesse, la
piccina è venuta in Italia e ricoverata in Puglia
Schema dell’intervento - Disegno del Prof. Paolo Arciprete dal Prof. Paolo Arciprete, cardiochirurgo pedia-
trico che dirige il Dipartimento di Cardiochirur-
gia Pediatrica dell’Ospedaletto dei Bambini di Bari.
Ora capite perché questa storia appartiene ad un piccolo Cuore, alla giovane e
splendida famiglia, ad un uomo semplice, dolcissimo, disponibile: Paolo Arci-
prete. Paolo prima di essere un importante cardiochirurgo dei bambini è un pa-
dre per tanti che hanno bisogno del suo aiuto. Paolo aveva compreso la nostra
disperazione, l’aveva fatta sua, esprimendo la piena disponibilità, anche del suo
gruppo, ad accoglierla nel reparto per operarla quanto prima.
Ho richiamato Liana, mio angelo, le ho spiegato che avevamo una piccola e con-
creta speranza. A questo punto si trattava di far arrivare in Italia Adriana, ci sia-
mo divisi i compiti: io avrei dovuto trovare la strada per attivare il Servizio Sa-
nitario Italiano attraverso il fondo umanitario, mentre lei avrebbe dovuto coin-
volgere la sua comunità per assicurare la copertura delle spese logistiche ai ge-
nitori della bambina.
Merita un momento di attenzione e soprattutto un profondo ringraziamento, il
parroco Don Gianni D’Alessandro che con tutti i suoi parrocchiani ha accolto
questo accorato appello, raccogliendo in pochissimi giorni un’utile somma di
denaro e nell’ambito della comunità Parrocchiale anche l’ospitalità alla famiglia.
Al Ministero della Salute ho trovato, grazie a persone splendide, il mio interlo-
cutore chiave. Mi piace chiamarla Dottoressa Anna, una donna sicuramente spe-
ciale. Su sua indicazione il 14 dicembre il Presidente della Fondazione del-
l’ANMCO Dott. Franco Valagussa, ha inviato una lettera al Ministro della Salu-
CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI 15

