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logia di Bisceglie o altro. Opportuna appare l’assegnazione obbligatoria dell’UTIC
alla U.O. di Cardiologia.
Per quanto riguarda le aree semi-intensive collegate alle UTIC, che pure la pro-
posta dell’ANMCO prevedeva, sarebbe stato opportuno inserire qualche elemento
di chiarimento dove si richiamano “posti di terapia sub-intensiva” in particolare
per le dotazioni organiche (diverse dalle aree intensive ma anche dalle aree di de-
genza ordinaria).
Per quanto riguarda le Cardiologie bisogna segnalare l’importante incremento, ri-
spetto al 2001, in numero assoluto di U.O. (+ 15) e di posti letto (+ 262) con in-
dice di 0,14 pl per 1000 abitanti. Non omogenea appare la distribuzione per pro-
vincia (0,09 pl per 1000 ab. a Taranto, 0,13 a Brindisi e 0,16 a Foggia e Lecce).
Anche in questo caso bisogna segnalare, tuttavia, la importante discrepanza nel
numero di posti letto per U.O. (24 U.O. con 12-20 pl, 16 U.O. con 20-30 pl e 3
U.O. con più di 30 pl; addirittura 40 pl al Vito Fazzi di Lecce senza peraltro una
giustificazione in rapporto al numero di abitanti o al fabbisogno).
2. Riabilitazione cardiologica. In seguito alla necessità di riconvertire 1‰ abi-
tanti dei posti letto in riabilitazione e lungodegenza il PRO ha consegnato una dif-
fusione notevole di U.O. di riabilitazione cardiologica (in tutto 17), e di pl (434)
che rappresentano una delle novità più importanti del piano. Giustamente queste
U.O. sono state assegnate alla struttura complessa di Cardiologia.
Bisogna tuttavia segnalare che la gestione e l’assegnazione dei pl di riabilitazione
(fisiatrica e specialistica) risente di una importante assenza, sia nel PSR che nei
criteri di riorganizzazione allegati, di una strategia generale nel settore della riabi-
litazione in modo da recuperare maggiore funzionalità a questa rivoluzione nel
campo dell’assistenza.
La proposta dell’ANMCO è, facendo riferimento ai modelli organizzativi proposti,
di intervenire nella fase ospedaliera della riabilitazione (intensiva e intermedia) as-
segnando pl agli ospedali con cardiochirurgia o a centri di riabilitazione con i re-
quisiti di accreditamento per gestire cardiopatici nella fase intensiva e intermedia
(questi Centri dovrebbero essere a valenza provinciale, ubicati presso gli Ospeda-
li con Cardiochirurgia o nelle vicinanze in strutture di riabilitazione).
Non dovrebbero assorbire più del 20% dei pl dedicati alla riabilitazione cardiolo-
gica. I rimanenti pl dovrebbero essere attribuiti per la gestione della fase interme-
dia della riabilitazione in pazienti che non possono svolgere la riabilitazione in re-
gime ambulatoriale. Queste U.O. (circa 15) dovrebbero essere comprese in ospe-
dali di riabilitazione e lungodegenza a proposito riconvertiti. Queste strutture po-
trebbero gestire anche la fase estensiva della riabilitazione preferibilmente in regi-
me ambulatoriale.
3. Cardiochirurgia. Il PRO prevede una importante distribuzione sul territorio
dei reparti di Cardiochirurgia sanando una storica carenza di pl nella nostra Re-
gione nel tentativo di recuperare una considerevole quota di mobilità passiva. Il
nuovo piano prevede una Cardiochirurgia Pediatrica come riferimento regionale
(Giovanni XXIII) e una Cardiochirurgia per ogni capoluogo di provincia ed in più
la Cardiochirurgia a S. Giovanni Rotondo.
Una distribuzione così omogenea ha il vantaggio di coprire in modo capillare il
fabbisogno di interventi della Regione Puglia (stimati 3200 interventi per adulti e
200/300 pediatrici) e di diffondere a livello provinciale il ricorso alla Cardiologia
Interventistica. Bisogna segnalare, tuttavia, l’importante attività cardiochirurgica
che si è consolidata nel privato (sia accreditato che non) e concentrata a Bari (3
GENNAIO/FEBBRAIO 2003 - N. 131 46

