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C OME E R AVA M O
di Gianfranco Misuraca
La Trattoria
del Rosso
a trattoria del Rosso (Nicola, tovaglie, attorno semplici sedie una volte rischiosi percorsi di cura.
che ci ha lasciati troppo diversa dall’altra, pronte a diventare Qualche anno dopo, di ritorno da
Lpresto, si era inventato uguali per i ricevimenti, rivestite di un viaggio, lasciai l’autostrada per
questo nome per via dei capelli del stoffa chiara con un grande fiocco ritornare alla “nostra” trattoria, in
proprietario) era a metà strada. dietro la spalliera. In un angolo, uno stesso primo pomeriggio.
Che si andasse a Potenza, Napoli, lontano dalla porta, due bambini, i Era cambiato davvero poco; gli stessi
Salerno non cambiava di molto. Gli figli del Rosso, a fare i compiti. arredi, gli stessi colori, gli stessi
autisti dell’ambulanza non sentivano Credo passassero in quel locale odori, come se il tempo si fosse
ragioni: “ci fermiamo, mangiamo gran parte della loro vita, il Rosso, fermato. Le cose restano uguali
qualcosa… poi torniamo”; e così era i suoi figli e la moglie, una donna se non siamo noi a modificarle,
diventata una tappa fissa del viaggio bruna, sovrappeso, continuamente a differenza delle nostre vite che
di rientro le volte che si partiva di impegnata a pulire, preparare cambiano e di tanto col passare del
mattina. per la sera, dare un’occhiata ai tempo: non facevamo più quei viaggi
Negli anni ‘80 i cardiologi e gli compiti dei bambini. Anche lei faticosi, per noi, ma soprattutto per
infermieri di Cosenza viaggiavano era contenta di vederci arrivare, i nostri malati che potevano essere
molto, di giorno, di notte, di festa o come fossimo persone di famiglia. curati vicino alla loro casa e ai loro
di giorni feriali. Nella regione non Avevi l’impressione che tra un familiari. Il Rosso si era imbiancato
c’era una cardiochirurgia operativa viaggio e l’altro non ci fossero altri e appesantito, gli era rimasto però lo
e i pazienti da operare venivano eventi a interrompere la monotona stesso sorriso, la stessa cortesia e lo
trasferiti in ospedali fuori regione, routine di quelle persone e di stesso modo di accoglierti: che piacere
con ricoveri programmati o in quei luoghi. Anche il menù non vedervi (nel Sud si usa ancora il voi),
urgenza/emergenza. cambiava: fettuccine ai funghi, una favorite!
Si arrivava di solito nel primo fettina di carne alla griglia, non I bambini, ormai adulti, avevano
pomeriggio, appena lasciata particolarmente tenera, patatine completato gli studi e avevano
l’autostrada. “Favorite”, diceva il fritte, verdure sott’olio e in estate lasciato la loro terra per un lavoro al
Rosso accogliendoci con un sorriso pomodori, frutta, caffè. A fine Nord. Non c’era più la signora che
sulla porta di un grande locale pranzo un rapido arrivederci e via. ci preparava il pranzo e ci serviva
destinato a ricevimenti, e la sera a Tornavamo in ospedale che era sera, al tavolo; al suo posto una donna
pizzeria. A sinistra il bancone del e poi finalmente a casa, non senza ancora giovane con i capelli biondi e
bar, di fronte il forno con la catasta aver prima dato uno sguardo ai la pelle chiara.
di legna pronta per ardere, a destra malati più seri. Non so se la nostra trattoria c’è
una grande sala con le pareti azzurre, È stato così per molti anni, fino a ancora, e se c’è voglio pensare che sia
lungo i muri colonnine di gesso, quando la Regione si è dotata di rimasta uguale a quella di tanti anni
un grande dipinto col mare e le efficienti reparti di cardiochirurgia fa…
montagne sullo sfondo. sollevando noi, i malati e le loro Per questo non mi sono più
A quell’ora i tavoli erano vuoti, senza famiglie da complicati, faticosi e a fermato.♥
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