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'% individuale, da realizzare con la collaborazione stabile e condivisa. risultati ottenuti dall’assistenza dei
certificazione da parte di un Ente Credo sia possibile ridiscutere la Cardiologi ai cardiopatici, da una
Terzo (come ad esempio la Società dotazione di personale infermieristico visione chiara dell’attuale, dalla
Europea di Cardiologia), con l’obietti- e di supporto. Credo sia possibile consapevolezza del voler continuare a
vo di superare il limite dell’autorefe- ipotizzare strutture cardiologiche in porre i pazienti al centro dei processi
renzialità e di ottenere un ulteriore cui il numero di letti per pazienti assistenziali. Cercando di non dimen-
riconoscimento ufficiale ed istituzio- critici sia costante ma “modulabile”, ticare l’importanza di ricercare anche
nale di alto profilo per i Cardiologi ovvero “ad assetto variabile” (rapporto la soddisfazione degli operatori. La
operanti nelle UTIC, per ribadire la letti intensivi - subintensivi 4 - 4 o 2 - 6 conoscenza approfondita di quanto
necessità della creazione della figura o altro ancora) a seconda delle facciamo quotidianamente, delle
di un Cardiologo - Intensivista, ma necessità. In ogni caso è fondamentale competenze e delle abilità necessarie
sempre all’interno di una Cardiologia e prioritario salvaguardare le UTIC, per svolgere il nostro lavoro, infine,
unita e non frammentata. Di pari preferibilmente in un contesto dovrebbe rappresentare la base della
passo nelle UTIC si dovrebbe predispor- “dipartimentale”, insieme alle altre formazione di un Cardiologo moder-
re un upgrading delle dotazioni componenti della Cardiologia (sub - no, un sillabus da condividere con
tecnologiche (apparecchi per IABP, intensiva, degenza ordinaria, ambula- l’Università per l’aggiornamento e la
ultrafiltrazione, ventilazione non torio, emodinamica, elettrofisiologia, ridefinizione dei programmi delle
invasiva ed invasiva) e della strumenta- riabilitazione, etc.). È altresì cruciale e Scuole di Specializzazione in Cardio-
zione informatica, come peraltro già prioritario salvaguardare una presenza logia. L’Area Emergenza - Urgenza
proposto dalla Società Europea di cardiologica continuativa in tutti gli oltre a riproporre con forza questo
Cardiologia (2) . Ma contestualmente si ospedali, con autonomia assistenziale, tema, già trattato più volte anche su
dovrebbe dare avvio ad un dibattito organizzativa e strutturale. Nel questa Rivista, oltre a impegnarsi nella
interno per concordare la definizione momento in cui altri professionisti, realizzazione di progetti formativi per
ed il ruolo che noi Cardiologi ritenia- come i medici dei DEA, ricevono il i Cardiologi UTIC, mette a disposizio-
mo più idonei per le UTIC del futuro doveroso riconoscimento della loro ne di tutti i Cardiologi gli spazi
e, conseguentemente, per la Cardiolo- professionalità e del loro lavoro, svolto dell’Area sul Sito dell’ANMCO per
gia. Le soluzioni credo siano moltepli- in un contesto ufficialmente definito, raccogliere i pareri e favorire la discus-
ci, diverse per le diverse realtà. Credo attraverso l’attivazione della Scuola di sione ed il confronto di idee. Credo
si possa ipotizzare, mutuandola dalla Specializzazione in Medicina d’Urgen- sia necessario il contributo di tutti per
tipizzazione dei DEA, dei Laboratori za e Pronto Soccorso, mi sembrerebbe arrivare ad una posizione chiara,
di Elettrofisiologia e di altre strutture illogico che per la Cardiologia italiana unitaria e condivisa, possibilmente da
sanitarie, una classificazione delle cominci un percorso di ridimensiona- rendere pubblica e da proporre a tutti
UTIC in vari livelli (p.e. UTIC di I e II mento, pericoloso per i pazienti, oltre i livelli: ai decisori pubblici, alle
livello) in base alla criticità dei che ingeneroso per i Cardiologi. Istituzioni, agli altri Medici ed alle
pazienti trattati, della intensività, della Quanto detto non vuole essere il altre Società Scientifiche.
dotazione di strumentazione e di altre frutto di una difesa corporativistica
strutture presenti (Emodimanica della categoria, che rifiutiamo decisa- Bibliografia
1. “Struttura e Organizzazione Funzionale
interventistica, Cardiochirurgia, etc.). mente, né una difesa dettata dalla della Cardiologia 2003”, IHJ Nov. 2003
Immaginare quindi UTIC con un passione per il nostro lavoro di tanti Vol.4, N. 1
2. Y. Hasin et Al, “Recommendations for
maggior grado di autonomia nella anni, che pur esiste e sarebbe illogico the structure, organization, and operation
gestione anche dei pazienti più critici, negare, ma deve essere l’espressione of intensive cardiac care units” European
Heart Journal 2005
e UTIC che gestiscono tali pazienti in di una analisi approfondita, serena e
collaborazione con altri professionisti razionale, di una conoscenza detta-
dell’emergenza, sulla base di una gliata delle realtà ospedaliere e dei

