Page 22 - CnO_169
P. 22

lll#VcbXd#^i$VgZZ$ZaZcXd$ZbZg\ZcoV
















      6G:6 :B:G<:CO6 " JG<:CO6
     '%   individuale, da realizzare con la   collaborazione stabile e condivisa.   risultati ottenuti dall’assistenza dei
          certificazione da parte di un Ente   Credo sia possibile ridiscutere la   Cardiologi ai cardiopatici, da una
          Terzo (come ad esempio la Società   dotazione di personale infermieristico   visione chiara dell’attuale, dalla
          Europea di Cardiologia), con l’obietti-  e di supporto. Credo sia possibile   consapevolezza del voler continuare a
          vo di superare il limite dell’autorefe-  ipotizzare strutture cardiologiche in   porre i pazienti al centro dei processi
          renzialità e di ottenere un ulteriore   cui il numero di letti per pazienti   assistenziali. Cercando di non dimen-
          riconoscimento ufficiale ed istituzio-  critici sia costante ma “modulabile”,   ticare l’importanza di ricercare anche
          nale di alto profilo per i Cardiologi   ovvero “ad assetto variabile” (rapporto   la soddisfazione degli operatori. La
          operanti nelle UTIC, per ribadire la   letti intensivi - subintensivi 4 - 4 o 2 - 6   conoscenza approfondita di quanto
          necessità della creazione della figura   o altro ancora) a seconda delle   facciamo quotidianamente, delle
          di un Cardiologo - Intensivista, ma   necessità. In ogni caso è fondamentale  competenze e delle abilità necessarie
          sempre all’interno di una Cardiologia   e prioritario salvaguardare le UTIC,   per svolgere il nostro lavoro, infine,
          unita e non frammentata. Di pari   preferibilmente in un contesto      dovrebbe rappresentare la base della
          passo nelle UTIC si dovrebbe predispor-  “dipartimentale”, insieme alle altre   formazione di un Cardiologo moder-
          re un upgrading delle dotazioni    componenti della Cardiologia (sub -   no, un sillabus da condividere con
          tecnologiche (apparecchi per IABP,   intensiva, degenza ordinaria, ambula-  l’Università per l’aggiornamento e la
          ultrafiltrazione, ventilazione non   torio, emodinamica, elettrofisiologia,   ridefinizione dei programmi delle
          invasiva ed invasiva) e della strumenta-  riabilitazione, etc.). È altresì cruciale e  Scuole di Specializzazione in Cardio-
          zione informatica, come peraltro già   prioritario salvaguardare una presenza  logia. L’Area Emergenza - Urgenza
          proposto dalla Società Europea di   cardiologica continuativa in tutti gli   oltre a riproporre con forza questo
          Cardiologia  (2) . Ma contestualmente si   ospedali, con autonomia assistenziale,   tema, già trattato più volte anche su
          dovrebbe dare avvio ad un dibattito   organizzativa e strutturale. Nel   questa Rivista, oltre a impegnarsi nella
          interno per concordare la definizione   momento in cui altri professionisti,   realizzazione di progetti formativi per
          ed il ruolo che noi Cardiologi ritenia-  come i medici dei DEA, ricevono il   i Cardiologi UTIC, mette a disposizio-
          mo più idonei per le UTIC del futuro   doveroso riconoscimento della loro   ne di tutti i Cardiologi gli spazi
          e, conseguentemente, per la Cardiolo-  professionalità e del loro lavoro, svolto  dell’Area sul Sito dell’ANMCO per
          gia. Le soluzioni credo siano moltepli-  in un contesto ufficialmente definito,   raccogliere i pareri e favorire la discus-
          ci, diverse per le diverse realtà. Credo   attraverso l’attivazione della Scuola di   sione ed il confronto di idee. Credo
          si possa ipotizzare, mutuandola dalla   Specializzazione in Medicina d’Urgen-  sia necessario il contributo di tutti per
          tipizzazione dei DEA, dei Laboratori   za e Pronto Soccorso, mi sembrerebbe   arrivare ad una posizione chiara,
          di Elettrofisiologia e di altre strutture   illogico che per la Cardiologia italiana   unitaria e condivisa, possibilmente da
          sanitarie, una classificazione delle   cominci un percorso di ridimensiona-  rendere pubblica e da proporre a tutti
          UTIC in vari livelli (p.e. UTIC di I e II   mento, pericoloso per i pazienti, oltre   i livelli: ai decisori pubblici, alle
          livello) in base alla criticità dei   che ingeneroso per i Cardiologi.   Istituzioni, agli altri Medici ed alle
          pazienti trattati, della intensività, della   Quanto detto non vuole essere il   altre Società Scientifiche.
          dotazione di strumentazione e di altre   frutto di una difesa corporativistica
          strutture presenti (Emodimanica    della categoria, che rifiutiamo decisa-  Bibliografia
                                                                                 1. “Struttura e Organizzazione Funzionale
          interventistica, Cardiochirurgia, etc.).   mente, né una difesa dettata dalla   della Cardiologia 2003”, IHJ Nov. 2003
          Immaginare quindi UTIC con un      passione per il nostro lavoro di tanti   Vol.4, N. 1
                                                                                 2. Y. Hasin et Al, “Recommendations for
          maggior grado di autonomia nella   anni, che pur esiste e sarebbe illogico   the structure, organization, and operation
          gestione anche dei pazienti più critici,   negare, ma deve essere l’espressione   of intensive cardiac care units” European
                                                                                 Heart Journal 2005
          e UTIC che gestiscono tali pazienti in   di una analisi approfondita, serena e
          collaborazione con altri professionisti   razionale, di una conoscenza detta-
          dell’emergenza, sulla base di una   gliata delle realtà ospedaliere e dei
   17   18   19   20   21   22   23   24   25   26   27