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zionale distribuzione delle risorse umane e delle competenze professionali,
                           non nasceranno efficienti strutture coordinate col territorio.
                           Nulla dunque è cambiato per migliorare l’assistenza nelle emergenze, nonostante
                           i nostri sforzi a collaborare per rendere sempre più agevole ed immediata la tute-
                           la della salute del cittadino.
                           Ma non per questo abbiamo abbassato la guardia.
                           Sappiamo che la sanità si va indirizzando verso una sempre più evidente regiona-
                                                             lizzazione, quel federalismo sanitario ri-
                                                             chiesto che conseguentemente esalta sia
                                                             le realtà efficienti, che tutte le sommer-
                                                             se problematiche locali.
                                                             Ci eravamo proposti di dare una rispo-
                                                             sta ai nuovi paradigmi delle sindromi
                                                             coronariche acute, osservandone i com-
                                                             portamenti nel nostro meraviglioso ter-
                                                             ritorio, cercandone di conoscere bene i
                                                             percorsi diagnostico-terapeutici loco-re-
                                                             gionali.
                                                             Sappiamo che troppo spesso, le nostre
                                                             risposte assistenziali nell’Emergenza ri-
                                                             sultano improvvisate, guidate dall’uni-
                                                             ca nostra “dedizione”, più che da un
                                                             opportuno coordinamento di un’effi-
                                                             cace rete ospedaliera.
                                                             Le evidenti carenze logistico-organizza-
                                                             tive sono indipendenti dalla nostra vo-
                                                             lontà.
                                                             Per queste ultime ragioni, l’ANMCO
                                                             Puglia e Basilicata, uniche Regioni
                                                             italiane a non avere il 118, hanno av-
               “La bianca” OSTUNI - F. Bovenzi               viato insieme lo Studio epidemiologi-
                                                             co prospettico ed osservazionale
                           REAL ACS (Registry Apulo- Lucan of Acute Coronary Syndrome), registrando
                           una straordinaria partecipazione, che ha superato ogni più ottimistica previsione.
                           Un’esperienza vissuta con spirito di grande amicizia e collaborazione, competen-
                           za, passione e desiderio comune di sempre più chiare informazioni, utili non so-
                           lo a noi, ma anche agli Assessorati ed alle Agenzie per i Servizi Sanitari.
                           Sento di dover ringraziare tutti gli iscritti della mia Regione per essere stati atten-
                           ti e partecipi osservatori e per aver condiviso comuni obiettivi.
                           Ringrazio inoltre Emanuele Fino, Giuseppe Lomurno, Rolando Mangia, Angelo
                           Mascolo, Claudio Perrone ed Alessandro Villella, che mi hanno affiancato nel Con-
                           siglio Direttivo con convinzione e solerzia, con garbo e competenza, con passione
                           e costanza.
                           Ho “grandi speranze” per il futuro che aspetta non solo l’ANMCO, con le sue
                           nuove idee e strategie, ma anche il nostro lavoro.
                           Bisognerà riflettere ripartendo dal nostro DNA: le Cardiologie negli Ospeda-
                           li, nostro concreto punto di forza.
                           Rivolgo infine i miei più calorosi e solidali auguri al nuovo Consiglio Direttivo
                           eletto nella mia Regione.




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