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vello a fronte di Centri Cardiologici periferici esclusivamente di 1° livello, le spin-
                           te innovative dell’aziendalizzazione e dei nuovi percorsi soprattutto relativi
                           alle Sindromi Coronariche Acute, hanno sollecitato il superamento del mo-
                           dello centralistico, a favore di un modello decentrato, dimensionato, almeno
                           per le Marche, su una grandezza provinciale.
                           Così è nato a Pesaro, nel settembre 2001, il primo Centro di Emodinamica alter-
                           nativo al Lancisi e con valenza per tutta la Provincia. E pensiamo che altri segui-
                                            ranno a breve, nell’ottica di coprire tutto il territorio regio-
              Superamento del modello       nale con una rete di potenziale diagnostico e terapeutico in
              centralistico, a favore di un  grado di far fronte in modo omogeneo per tutta la popola-
              modello decentrato,           zione all’urgenza cardiologica, ma anche, speriamo presto, al-
                                            l’angioplastica primaria nell’infarto miocardico.
              dimensionato, almeno per
                                            Il Dipartimento Tecnico Scientifico Cardiologico, istituito
              le Marche, su una
                                            espressamente per questo scopo dall’Autorità Sanitaria regio-
              grandezza provinciale         nale, ha espresso, anche se non unanimemente, un docu-
                                            mento di indirizzo in tal senso, alla discussione del quale ab-
                           biamo come ANMCO Regionale partecipato attivamente.
                           Riteniamo sia giunto il momento di pensare la Cardiologia in una dimensio-
                           ne regionale come una serie di ingranaggi che moltiplicano le opportunità per
                           i cardiopatici e per gli operatori. Il modello “ruota e raggi” (Hub and Spoke)
                           deve iniziare dal territorio, verso il centro locale di riferimento, che a sua volta de-
                           ve riferirsi al centro provinciale il quale deve connettersi stabilmente a quello re-
                           gionale. La tecnologia anche in questo caso ci può venire incontro, consentendo
                           la messa in rete delle Cardiologie, l’omogeneizzazione delle informazioni in-
                           terscambiabili e il dialogo diretto, in videoconferenza, per il confronto di opi-
                           nioni e le scelte terapeutiche. Un sistema Intranet regionale, anch’esso fortemen-
                           te sostenuto dagli Organi Sanitari regionali.
                           A questa prospettiva, che ci pare l’unica in grado di soddisfare le esigenze dei pa-
                           zienti e degli operatori, temiamo tuttavia se ne possa affiancare un’altra, più cor-
                           relata a esigenze di economicità del sistema, che nel breve periodo potrebbe con-
                           durre ad accorpamento delle Terapie Intensive e a smembramento delle Cardiolo-
                           gie, nell’ottica di un maggiore utilizzo dei Cardiologi per i Servizi.
                           Non concordiamo con questa scelta che riteniamo pericolosa e confondente per i
                                            pazienti, oltre che punitiva e riduttiva culturalmente per i

              La Cardiologia                Cardiologi.
                                            Crediamo che la Cardiologia Marchigiana abbia le poten-
              Marchigiana ha le
                                            zialità, la cultura e i numeri (bacino d’utenza, pazienti e
              potenzialità, la cultura e i
                                            operatori) per consentirle di avere una vita propria e
              numeri (bacino d’utenza,      un’autonomia gestionale in un modello come quello che
              pazienti e operatori) per     abbiamo sostenuto e che il Dipartimento Regionale Tecnico
              consentirle di avere una      Scientifico ha prospettato.
              vita propria e                La nostra Associazione vive intensamente questi passaggi:
              un’autonomia gestionale       l’opera di decentramento, fortemente voluta dal Presidente
                                            Nicolosi, sta attribuendo ai Responsabili regionali compiti
                                            via via più importanti. Potrà fornirli di maggiore disponibi-
                           lità economica e di un supporto di Segreteria.
                           L’ANMCO Regionale dovrà sempre più rappresentare la rete che unisce tutti
                           i Cardiologi, possibilmente anche quelli extraospedalieri e certamente quelli
                           universitari già formalmente insieme nella Federazione Italiana di Cardiolo-




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