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L e TT e R e  ALL’ e di TOR









                          la lettera di Patrizio Sarto è un’occasione quanto mai opportuna per
                         Caro Direttore,
                          sottolineare l’importanza della corretta prescrizione dell’esercizio fisico
                          a valle di una manifestazione acuta di una cardiopatia. Per i pazienti
                          per cui esiste un’indicazione alla riabilitazione cardiologica degenziale
                           o ambulatoriale l’esercizio fisico è parte costituente del programma
                           riabilitativo. In questo tipo di percorso il paziente, per definizione, viene
                           seguito da personale del ruolo sanitario Al termine di questo ciclo, previa
                           una valutazione finale del Cardiologo riabilitatore, il paziente riprende
                            un ruolo attivo nella società e diviene un soggetto che beneficia dei
                            percorsi dell’Attività Fisica Adattata (AFA) che è gestita da personale non
                            sanitario già in alcune regioni. In questa fase disporre di un sistema di
                             palestre certificate consente al soggetto stesso di praticare l’esercizio fisico
                             efficacemente  ed in condizioni di sicurezza.  In questo l’esperienza  del
                             Veneto è esemplare ed il GICR-IACPR insieme a Patrizio Sarto intende


                              Vi sono poi pazienti reduci da un episodio acuto di cardiopatia per i quali
                             riproporla ed allargarla.
                              non vi è un’indicazione alla riabilitazione cardiologica o per i quali non
                              sono disponibili nel territorio di appartenenza strutture di cardiologia
                               riabilitativa. Per questi pazienti, in maggioranza a basso rischio e che
                               quindi riprendono un ruolo attivo nella società più precocemente divenendo
                               soggetti  che beneficiano  dell’AFA, si  pone comunque  il  problema  della
                               corretta prescrizione dell’esercizio fisico. Questa prescrizione deve basarsi
                                sull’applicazione da parte del Cardiologo non riabilitatore delle correnti
                                Linee Guida europee e nazionali. La necessaria valutazione funzionale
                                dovrà essere effettuata da parte delle strutture cardiologiche di riferimento
                                nel pieno rispetto dell’appropriatezza, anche se va riconosciuto che mancano
                                 riferimenti precisi sulle caratteristiche cliniche e funzionali dei soggetti da
                                 avviare a questo secondo tipo di percorso. Chi scrive è quindi ben cosciente
                                 della assoluta necessità di stabilire direttive chiare per l’implementazione
                                  delle  principali  norme  della  prevenzione  secondaria,  tra  cui  in  primis
                                  l’esercizio fisico. La nostra società scientifica farà sicuramente la sua parte




                                                                              cesare Greco
                                                                           Presidente Gicr-iacPr
                                    in questa direzione, facendo tesoro dell’esperienza di Sarto.









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