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c OM e e RAVAMO
Dall’XI al XIII secolo l’Europa si risveglia dall’oscurità
Sorgono gli Ospedali anche in seguito a tremende epidemie
Nascono soprattutto le Università e in esse
la medicina viene insegnata riprendendo i classici ma con
attenzione anche ad anatomia e chirurgia
Piccola Storia della Medicina
Cardiovascolare
Il Cuore nel Basso Medioevo
Nascono le Università
di Maurizio GiusePPe aBriGnani
ra l’XI e il XII secolo prima volta, prescrive diete per il
migliorano in Europa le diabete, prive di dolci. Il clima di
Tcondizioni economiche e maggior agio e nuova attenzione al
culturali, favorendo un incremento benessere fisico e i mutamenti nel
demografico e la rinascita dei centri governo della sanità pubblica
urbani; pure la medicina ne risente comportano la fondazione di nuovi
positivamente. Sono ancora i Ospedali, intesi anche come luogo di
rappresentanti ecclesiastici a gestire i ricovero e cura di malati, ad esempio
luoghi dove si fornisce un’assistenza quello di Santa Maria Novella a
medica collettiva, le infermerie Firenze (1288), per un’elargizione di
monastiche o le chiese con annessi Folco Portinari, padre della Beatrice
hospitalia (ospizi, termine che si dantesca (8 anni dopo Monna Tessa,
afferma dal IX secolo). Ancora nel sua educatrice, fonda l’ordine delle
1311, nel Concilio di Ravenna, la Oblate Ospedaliere, di fatto
Chiesa rivendica la sua preminenza infermiere). Sorgono nel contempo
nell’assistenza medica e il carattere gli ordini ospedalieri, associazioni con
religioso degli Ospedali sorti in triplice natura, e cioè ospedaliera,
precedenza. Una delle più militare e religiosa, che spesso
affascinanti figure del periodo è operavano in terre straniere. Tragici
Il fiorentino Taddeo Alderotti (1223 - 1303), Ildegarda di Bingen (1098 - 1179), avvenimenti danno impulso alle
fondatore della Scuola medica di Bologna, badessa benedettina, autrice di testi strutture ospedaliere: si diffondono
in un disegno di Francesco Allegrini del 1770 medici di erboristeria che, per la terribili malattie come la lebbra,
Dedicato a Serena, Vincenzo e Beatrice, universitari a Bologna, e a tutti gli studenti 53

