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L e TT e R e  ALL’ e di TOR










                       dopo aver letto l’articolo “La riabilitazione cardiologica a lungo termine”
                       Caro Direttore,
                       pubblicata nell’ultimo numero di “Cardiologia negli Ospedali”, come
                       ideatore del progetto descritto nell’articolo che è attivo in Veneto dal 2005,

                        mi sento in dovere di fare alcune puntualizzazioni.
                        Il progetto nasce nei primi anni duemila quando, come Cardiologo
                        riabilitatore, mi sono posto il problema di dove far continuare l’esercizio
                         fisico ai miei pazienti una volta terminata la riabilitazione ospedaliera.
                         Avverto quindi pienamente la necessità di sottolineare che un paziente
                         può accedere ad un centro fitness solo dopo valutazione e stratificazione da
                         parte di una struttura cardiologica di riferimento esperta in valutazione,
                          prevenzione e riabilitazione e solo dopo un programma riabilitativo


                          completato, se quest’ultimo era indicato.
                          L’intento di questo progetto non è mai stato quello di sostituire le palestre
                          alla cardiologia riabilitativa (indipendentemente dalla crisi economica)
                           ma solo ed esclusivamente di dare una continuità all’esercizio fisico.
                           Questo intento è perfettamente in sintonia con le raccomandazioni della
                           Società  Europea  di  Cardiologia  che  raccomanda  l’esercizio  fisico  nei
                            pazienti affetti da patologie cardiovascolari con livello di evidenza Ia.
                            L’equivoco possibile sull’accesso alla palestra senza passare per la
                            riabilitazione cardiologica e magari dopo valutazione del Medico dello
                            Sport e non del Cardiologo nasce probabilmente dal fatto che il nostro
                             progetto, nato per i pazienti cardiopatici riabilitati, si è poi esteso nella
                             nostra realtà anche ad altre categorie di pazienti come i diabetici, i
                             dializzati, i sedentari ad alto rischio cardiovascolare che possono essere
                              inviati in palestra direttamente dal loro medico di Medicina Generale o
                              dopo valutazione presso la medicina dello sport per l’individuazione dei
                              carichi allenanti. Mi rendo conto però che il termine “riabilitazione” per
                              di più su di una rivista di cardiologia rimanda esclusivamente a pazienti
                               con cardiopatia e può generare quindi incomprensione, per questo ho
                               ritenuto importante chiarire questo equivoco per tranquillizzare tutti coloro



                                                                             Patrizio sarto

                                  che hanno a cuore la cardiologia riabilitativa e la salute dei pazienti.










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