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DALL’UFFICIO STAMPA di Alessandra Di Mare
ANMCO E MASS MEDIA,
QUESTIONE DI FEELING
È tutta colpa di mia sorella. Se oggi mi occupo di comunicazione e di-
vulgazione scientifica la responsabilità è in buona parte da attribuire a lei.
Andavamo entrambe all’Università: io scienza delle comunicazioni, lei me-
dicina. Entrambe molto scrupolose e studiose (tutte e due, infatti, ci sia-
mo poi laureate cum laude). Ma io avevo un’amica con cui studiare, lei, in-
vece, no. Dunque, toccava a me ascoltarla mentre ripassava gli esami e toc-
cava ancora a me interrogarla per verificare se aveva studiato bene. E co-
sì, mentre preparavo sociologia dei media, finivo per studiare anche isto-
logia, fisiologia e anatomia patologica.
Dunque, dopo cinque anni, mi sono ritrovata laureata in scienza delle co-
municazioni con una “specializzazione” in medicina generale. Occuparsi
di comunicazione, divulgazione e Pubbliche Relazioni per il mondo uni-
versitario, clinico e scientifico è diventato così una sorta di percorso uma-
no e professionale quasi obbligato. Non poteva insomma andarmi diversa-
mente. E, aggiungo oggi, non poteva andarmi meglio.
Insieme a Gino Di Mare – contitolare di Star Service Communication – ab-
biamo dato vita a un’agenzia che ormai da anni si muove nel mondo com-
plesso, difficile e affascinante della divulgazione medico-scientifica.
Abbiamo curato Congressi, campagne di informazione e iniziative educa-
tive per conto della Società Italiana di Gastroenterologia, per la Società Ita-
liana di Reumatologia, per la Clinica Pediatrica dell’Università “La Sapien-
za” di Roma, per la Lega Italiana contro l’Epilessia, per la Fondazione Ita-
liana Gestalt Psicosociale, per l’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer
e per molte altre associazioni e società scientifiche che sarebbe troppo lun-
go citare.
Poi un giorno l’incontro con l’ANMCO. Un incontro importante, di quelli
che segnano una svolta.
Il fatto è che nel nostro lavoro occorre conciliare due necessità spesso in
rotta di collisione: quella della divulgazione (e quindi della necessaria
“semplificazione” del messaggio) e quella del rispetto del rigore scientifi-
co, per evitare che possibili banalizzazioni contribuiscano a creare mes-
saggi illusori o poco corretti. A un buon ufficio stampa spetta così il diffi-
cile compito di creare ogni volta questa complessa alchimia.
Con l’ANMCO l’intesa invece è stata immediata.
La necessità di informare in modo scientificamente corretto ma anche di
“entrare” nelle case della gente comune con messaggi divulgativi ed edu-
cativi era sentita dall’ANMCO nello stesso modo in cui la sentivamo noi.
È questo che ci ha consentito di realizzare quella “quadratura del cerchio”
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