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D ALLE AREE - MAL AT TIE R ARE
capace di agire sul meccanismo di Le Linee Guida sulle cardiomiopatie presentate nell’ultimo
malattia. Ancora una volta però si
rende necessaria la creazione di un congresso ESC hanno il vantaggio di dare un indirizzo
gruppo multidisciplinare in grado di comune a patologie eterogenee ma la loro applicabilità
integrare le competenze specifiche su vasta scala incontrerà necessariamente problematiche
per approcci terapeutici che a volte
non sono prescrivibili dai cardiologi spesso non facilmente risolvibili
ma da altri specialisti (es: ematologo
per amiloidosi AL, neurologo per
amiloidosi eredofamiliare con
coinvolgimento neurologico e
cardiologico).
L’importanza della rete
sanitaria integrata
Un importante strumento per
poter raggiungere gli obiettivi
intermedi e finali del paziente con
cardiomiopatia è nell’organizzazione
sanitaria in rete. In questa visione, i
centri periferici diventano il punto di
ingresso per i pazienti con sospetto
di cardiomiopatia. Qui, i cardiologi
clinici possono iniziare le indagini
diagnostiche di base, utilizzando
metodi come l’ECG, l’ecocardiografia
e i marcatori sierici. Quando il
caso diventa più complesso o
richiede procedure avanzate come
la risonanza magnetica cardiaca,
la biopsia endomiocardica o
i test genetici, i pazienti sono
indirizzati a centri di riferimento
specializzati. In questi centri, esperti
altamente qualificati completano
l’iter diagnostico, attribuendo
una diagnosi specifica al paziente.
Fondamentale è anche poi la presa
in carico inversa del paziente.
Una volta raggiunta la diagnosi
di malattia e impostata la terapia
specifica il paziente deve essere
riferito nuovamente al cardiologo del
territorio che dovrà continuare ad
interagire con gli esperti dei centri
di riferimento per la gestione delle
problematiche del paziente.♥ Foto di Stephen Andrews - www.pexels.com
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